Bellissimo banner dinamico di Playground, una catena di negozi svedese per l'outdoor.
Si seleziona la citta' e il banner prima ti dice quanti gradi ci sono e che tempo fa, e poi ti raccomanda la giacca giusta per le specifiche condizioni atmosferiche.
In realta' e' ovviamente una scusa, visto che il payoff e' "Abbiamo il migliore abbigliamento outdoor per qualsiasi condizione o temperatura", ma e' comunque molto ben fatto e engaging.
Pare proprio che l'iPhone sia effettivamente un canale di marketing. Un ottimo esempio e' l'applicazione iFood assistant, creata da Kraft.
L'app costa 99 centesimi e permette agli utenti di consultare ricette per pasti veloci e semplici. La cosa che piu' sorprende e' che l'applicazione e' a pagamento (ok, 99 cents non sono tanti, ma e' pur sempre una barriera, almeno psicologica) E contiene pubblcita'. Di solito gli utenti accettano la pubblicita' se qualcosa e' gratis, o sono disposti a pagare se quello che acquistano e' ad-free. Kraft a quanto pare ha trovato una nicchia di consumatori che sono disposti a fare entrambe le cose.
A dire il vero non si tratta proprio di una nicchia, considerando che l'applicazione e' tra le 100 (a pagamento) piu' scaricate, e la seconda nella categoria "Lifestyle".
In un periodo in cui tutti i maggiori brand cercano di sfruttare in qualche modo il potere delle nuove applicazioni mobile, solitamente con risultati a dir poco deludenti, Kraft e' un esempio da seguire. Ha scelto di puntare su un vero servizio invece di ricorrere a giochini, concorsi o simili. E ha vinto.
Un interessante post sul blog di Google dedicato al retail parla della componente brand del search. Un argomento molto interessante e molto complesso, ma soprattutto molto difficile da misurare.
Solitamente il search marketing viene considerato unicamente uno strumento adatto all'acquisizione di clienti o lead. In altre parole un tool rivolto alla performance. E nessun dubbio che lo sia, se si guarda al ROI e se lo si paragona a quello degli altri canali. Il fatto pero' di essere presenti e di esseri visti da migliaia e migliaia di persone ogni giorno, anche se solo con 95 caratteri e nessuna immagine, ha un effetto sul brand? Secondo Google ovviamente si'!
Lo studio che hanno condotto (sebbene si possa obiettare che Google non si esattamente imparziale su questo punto...) parla di aumento dell'awareness del 24% e di aumento della propensione all'acquisto tra il 6 il 7%. Cifre di tutto rispetto, certo, ma come considerarle? Google suggerisce di tenerle in considerazione nel calcolo del ROI, ma sembra improbabile che questo possa avvenire e che possa essere spiegato facilmente al senior manager di turno.
Questo non significa che voglia negare una componente brand nel search, anzi... Leggi tutto
I social network sono i siti piu' frequentato dagli utenti ma meno sfruttati dalle aziende. Per ora.
La maggior parte delle aziende non ha ancora capito come poter interagire con i propri potenziali clienti in questo ambiente e preferisce quindi aspettare.
Non e' il caso di KLM/Air France, che ha deciso invece di creare un proprio social network pensato per i frequent flyer. Si chiama Bluenity viene prensentato come "il primo social network per viaggiatori creato da una compagnia aerea".
A Bluenity puo' iscriversi chiunque, ma i possessori della carta per frequent flyer di KLm hanno ovviamente una corsia preferenziale.
L'idea e' interessante: chi viaggia molto per lavoro finisce per andare sempre negli stessi posti e di solito non visita i posti "giusti". Su Bluenity si trovano consigli, recensioni, informazioni e raccomandazioni. Il sito e' disponibile in inglese, francese e olandese.
Sono curioso di vedere se sara' solo un esperimento o se diventera' un trend diffuso nel settore. Le airline sono sempre state in prima fila per quanto riguarda il business online e anche in questo caso non fanno eccezione.
Non e' facile per i produttori di automobile fornire un'esperienza online simile a quella che il potenziale cliente puo' provare guidando realmente l'auto. Per questo quasi tutte le attivita' del settore automotive mirano o al puro branding o alla raccolta di lead da trasformare in test-drive. Porsche negli Stati Uniti ha creato un bellissimo sito per promuovere la nuova Porsche 911. Sul sito puoi creare la tua strada e vedere l'auto percorrerla, con tanto di rombo del motore e inquadrature da diverse angolazioni.
A meta' tra video, spot e videogame questo sito permette davvero una "Porsche experience", indugiando sui particolari e invogliando l'utente a provare fisicamente l'auto dopo questo assaggio virtuale.
Veramente ben eseguito. Notevole l'animazione in flash.
Secondo SiliconRepublic i retailer online dovranno tenersi pronti ad affrontare un picco di accessi non solo nei giorni prima di Natale ma bensi' anche per il 25 dicembre stesso.
L'anno scorso negli UK il secondo giorno piu' alto in termini di vendite online e' stato proprio il giorno di Natale.
Puo' sembrare strano, considerando che ovviamente acquistando online il giorno di Natale significa non avere il regalo in tempo sotto l'albero, ma ci sono svariate ragioni che supportano questa tesi, oltre ovviamente ai dati degli anni scorsi.
Paradossalmente se e' troppo tardi per acquistare i regali dell'ultimo minuto non lo e' invece per i regali dell'ultimo secondo: le gift card. Il regalo perfetto da fare ad un parente che hai dimenticato o che ti ha fatto inaspettatamente un regalo. Inoltre molti riceveranno denaro come regalo e non vedranno l'ora di spenderlo immediatamente: cosa meglio dello shopping online?
Inoltre c'e' la cosiddetta "banda del laptop", ovvero tutti coloro che riceveranno un computer per Natale e non vorranno aspettare nemmeno un secondo per provarlo, navigando sui propri siti preferiti.
In sintesi, tenetevi pronti e attrezzate il sito in modo da poter... Leggi tutto
Negli ultimi anni il CTR (click-through rate) e la conversione delle campagne di display advertising sono crollati progressivamente, tanto che molti si stanno chiedendo se abbia ancora senso "sprecare" budget nelle campagne banner o se invece non sia meglio spostare tutto sul search, che ha un ROI al momento imbattibile.
Un'interessante ricerca di comScore, riportata da eMarketer, da' una risposta... sorprendente!
In realta' non e' tanto soprendente se ci si pensa bene, ma di solito si tende ad analizzare la performance di un canale in maniera isolata piuttosto che in relazione agli altri canali di advertising. In breve la ricerca dice che le persone esposte al display advertising che poi cliccano sugli annunci search convertono il 22% in piu' rispetto a quelli che sono esposti solo agli annunci search.
Alla luce di questo numero probabilmente il basso ROI delle campagne display ha tutto un altro valore!
In generale andrebbe sempre verificato quanti touch point hanno portato alla concersione di un utente. Normalmente si usa la regola "last cookie wins", ovvero l'ultimo click e' quello responsabile della conversione, ma cio' non toglie che gli altri punti di contatto abbiano contribuito a quella... Leggi tutto
Nichetrubutes: ovvero il potere di rendere prodotti esistenti piu' rilevanti per i consumatori aggiungendo attributi e caratteristiche che sono importanti per gruppi specifici di persone. Esempio: guanti con puntini di metallo per usare l'iPhone al freddo senza graffiarlo
Luxyoury: nel 2009 "tu" definisci cosa e' lusso. Tutto puo' essere di lusso se tu vuoi che lo sia. Esempio: il Rough Luxe hotel, dove il lusso e' concepito come tempo a disposizione per fare cose e non come consumo di cose costose.
Feedback 3.0: se pensate di aver raggiunto la massima trasparenza non avete ancora visto nulla! Le aziende saranno sempre di piu' parte della conversazione e non avranno problemi a scusarsi in pubblico e ad ammettere i propri errori. Esempio: Tripadvisor, Bazaarvoice e altre aziende specializzate in social reviews stanno dando alle aziende la possibilita' di rispondere direttamente a chi posta commenti negativi.