Quali sono le due organizzazioni sociali che per prime si sono mosse sui territori inesplorati della comunicazione attraverso la tecnologia? E' semplice: l'industria del porno e la religione cattolica. Della prima avrò modo di dire, ora lasciatemi concentrare sulla seconda.
La prima è che i mass media - chiamati dalla dottrina cattolica mezzi di comunicazione sociale - sono sempre stati al centro degli interessi del Vaticano, vuoi perché la parola di Dio ha bisogno di strumenti sempre più aggiornati, vuoi perché per comunicare all'uomo moderno devi usare gli strumenti del mondo moderno. E internet - nella fattispecie il web 2.0 - è senza dubbio il mezzo di comunicazione della contemporaneità.
La seconda è che la Chiesa (Cattolica, ma non solo) è sempre stata all'avanguardia nell'uso del web... Leggi tutto
Tutti noi abbiamo ascoltato il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In alcune cose ci siamo riconosciuti, in altre meno, però tutti ci siamo confrontati con le parole del capo dello Stato, non per retorica, ma per comprendere l'anno che verrà. A questo servono le parole di un'alta carica dello Stato: a fare un consuntivo dell'anno trascorso e a fare un augurio per l'anno in arrivo. Esiste un altro modo per fare un discorso che rappresenti la molteplicità delle opinioni di un paese: è usare l'intelligenza collettiva di una rappresentanza del paese, ovvero chi naviga su internet) e ha voglia di partecipare all'impresa.
Per fare questo, Slate ha usato una nuova piattaforma per la creazione collaborativa di documenti che si chiama Mixedink con un suo specifico concept nella creazione di documenti. la piattaforma infatti come un sofisticato wiki (o Google docsLeggi tutto
Il 2008 è stato un anno molto interessante per i social media e la cultura digitale in genere. Da un lato perchè l'uso delle nuove piattaforme web è entrato negli usi sociali (e nel cuore) dei navigatori della rete, dall'altro perché sono emersi fenomeni interessanti che raggiungeranno il loro grado maturità solo nel corso del 2009.
Quindi se volessimo fare una classifica dei 5 eventi legati ai social media più interessanti del 2008, quale sarebbero le cose che potremmo citare? Questa è la mia classifica: parziale, criticabile, non esaustiva, come del resto tutte le classifiche, ma che a mio avviso esprime bene il cambiamento avvenuto nel variopinto mondo del web 2.0.
1. Il boom del microblogging Una delle cose più tipiche del 2008 è senza dubbio il successo delle piattaforme di microblogging come Tumblr, Twitter, Plurk e altri ancora. In particolare è stato Twitter a inaugurare questo nuovo filone di applicazioni del web 2.0, declinando in maniera completamente diversa il concetto di blog come strumento per la formazione di una rete sociale.
2. Nuove battaglie nella browser war Se il web 2.0 diventa sempre più strategico e importante e... Leggi tutto
Cito a memoria (e se dovessi sbagliare fatemelo notare). In uno dei suoi numerosi esempi con cui cerca di mostrare "La saggezza della folla", James Surowiecki racconta il caso della compagnia petrolifera che rilasciò in internet i dati geologici di alcune trivellazioni fatte in Alaska, chiedendo aiuto a qualunque esperto fosse in grado di interpretarli. Come è facile immaginare, dopo qualche tempo l'intelligenza collettiva della rete fu in grado di dare i consigli giusti per trovare il petrolio. Domanda: con quale tipo di copyright furono rilasciati online i dati? Risposta: "nessun tipo", dato che la compagnia protagonista dell'aneddoto versava in condizioni tali da non potersi preoccupare di una cosa del genere. Ma se le cose accadessero oggi, i dati potrebbero essere rilasciati in una specie di Creative Commons.
Science Commons è un progetto parallelo al famoso Creative Commons, il cui scopo è elaborare strategie per semplificare la circolazioni di dati e informazioni nella comunità scientifica internazionale. Volendo usare una analogia, se Creative Commons è la risorsa per l'industria culturale del XXI secolo, Science Commons è lo strumento per chi pratica la scienza 2.0.
Per rendere operativo questo obiettivo, il... Leggi tutto
Complice l'amicizia e simpatia di Leo, sono stato coinvolto come organizzatore e moderatore di una tavola rotonda dal titolo "Webgrafie: leggere il flusso dei discorsi in rete", che si terrà all'interno delle attività organizzate nello spazio Più Blog, che si materializzerà all'interno della fiera della piccola e media editoria Più Libri Più Liberi, che si svolgerà a Roma a partire da oggi fino all'8 dicembre prossimo (per gli interessati: Webgrafie si svolgerà giorno 5 dicembre alle ore 17.00, per chi non potrà esserci, diretta sul sito RAI.tv)
L'idea che ho avuto - ispirata ai miei più recenti interessi di ricerca - è stata quella di organizzare un dibattito sui temi del tracciamento, analisi e visualizzazione delle informaizoni, poichè sono dell'avviso (ma come me altri studiodi di fama) che la possibilità che le conversazioni avvengono online sta cambiando non solo il panorama del web, ma anche il modo con cui fare ricerca sociale online (in ambito universitario, marketing e così via dicendo).
Da qui il nome "Webgrafie" che richiama la visualizzazione delle informazioni, quasi fosse una radiografia dei discorsi che avvengono sui social media.
Si possono utilizzare i social media per cercare idee, raccogliere consigli, insomma per sviluppare intelligenza collettiva applicata alle decisioni politiche? Qualunque sia il vostro giudizio in merito, sappiate che c'è chi già si sta muovendo in questo senso.
Come molti di voi sanno, una delle più recenti dichiarazioni del - prossimo - presidente degli Stati Uniti, Barack Obama è quello di elaborare una strategia per stimolare al ripresa economica e per evitare catastrofi come il fallimento dell'industria automobilistica USA. Prendendo spunto da questa situazione, due giornalisti di Business Week - Peter Elstrom e Stephen Baker - hanno avuto un'idea. Ben consci quanto l'economia si riveli essere una scienza poco esatta quando si tratta si trovare soluzioni a problemi finanziari gravi hanno deciso di fare crowdsourcing, ovvero di chiedere alla rete quale potrebbe essere una soluzione possibile per risollevare l'economia americana secondo diverse strategie, politiche economiche, piani di investimento, politiche infrastrutturali e così via.
Una delle cose a cui il web 2.0 ci ha abituati è senza dubbio l'uso dei widget. Piccoli pezzi di software in grado di poter essere inseriti nei siti (o sul desktop) e in grado di fare le cose più diverse, i widget sono dei veri protagonisti dei social media, un po' come l'etichetta "beta", l'interazione resa con ajax o la pratica del tagging. I widget sono entrati a far parte della cultura legata al web partecipativo in maniera così forte che sono diventati essi stessi degli stili di comunicazione.
Vari possono essere gli esempi: potremmo parlare di Google Gadget, vero e proprio archivio che raccoglie i widget più divertenti e interessanti da inserire nelle proprie Google Pages. Oppure potremmo citare le applicazioni - apps - che sono croce e delizia degli utenti Facebook. Oppure potremmo ricordare che da poco Linkedin permette ai suoi utenti di incorporare nei profili professionali contenuti provenienti da altre piattaforme (come Slideshare) e che sono state battezzate Linkedin Apps.
Ma il modo più affascinante per rendere omaggio alla cultura dei widget è senza dubbio la nuova compagna online di Sprint.
Uno dei viral video più famosi del web è "Internet is for porn", interpretato dai personaggi del celebre MMOG World of Warcraft. In sintesi, il video in maniera ironica celebra il fatto che internet è uno spazio sociale affollato grazie al facile accesso che da' ai contenuti porno. Ma un recente studio del traffico internet sembrerebbe smentire una volta per tutte questa immagine. Internet non è per il porno, internet è per i social network
Bill Tancer, direttore generale di Hitwise e autodefinitosi datageek, ha recentemente pubblicato un libro dal titolo Click. What Millions of People are Doing Online and Why It Matters. In questo suo lavoro Tancer, forte di una serie di dati relativi a traffico, accesso e diffusione di una serie di siti, giunge alla conclusione che gli utenti sono sempre meno interessati ai siti hard e sempre più coinvolti nell'utilizzo di Facebook e altri siti di social networking, soprattutto nella fascia compresa tra 18-24 anni. Infatti la ricerca di porno online è passata dal 20% di dieci anni fa al 10% degli ultimi tempi. Tancer spiega questo profondo cambiamento nei contenuti della rete, con il fatto... Leggi tutto