La promozione 2.0 di un libro specialistico può creare più di un problema. Spesso si dice
che in Rete si deve cercare un approccio virale, con effetto a catena. In generale chi ci prova non ci riesce, e comunque non a comando: può succedere ma non è sicuro. Secondo me, per promuovere un libro è più opportuno muoversi nel più faticoso ma sano percorso della coda lunga del 2.0.
Io ne ho pubblicato uno su Lulu e sto iniziando a vedere cosa si piò fare. Ho deciso di raccontare le mie azioni su questo blog, sia per tenerne traccia, sia per sperare in qualche suggerimento. Certo l'estrema specificità dell'argomento, la storia dei microprocessori (in inglese), rende estremamente complessa l'intera operazione, ma magari proprio esplorando l'estremo confine potrò acquisire infoirmazioni sulla
promozione 2.0 di libri.
In questo post racconto il mio approccio ad alcuni degli strumenti di Lulu, in questa successione: micromercati, community, gruppi, lulumeter, post scriptum.
Micromercati
L'obiettivo è l'individuazione d'un elevato numero di micromercati che reagiscano autonomamente (comprando il libro) a seguito di un'unica comunicazione iniziale e che non creino necessariamente un effetto valanga nella promozione.
Per essere più preciso, cerco gruppi con almeno 10 acquirenti diretti e "non
comunicativi", cioè che non subordinano l'acquisto a coccole da parte dell'autore (niente "cuddle marketing"!). Sperando di essere fortunato, identifico in 50-200 partecipanti la dimensione dei gruppi ai quali m'indirizzo.Oltre temo il rumore di fondo degli stalker.
Community
La prima operazione 2.0 che ho svolto è di verificare l'esistenza e l'affidabilità di
community sul fornitore di servizi, ovvero Lulu. (In realtà ho già svolto una serie di piccole promozioni 2.0, sulle quali tornerò nel momento in cui le mie scoperte me le avranno fatte modificare).
Ovviamente i veri esperti di Lulu, interni ed esterni all'azienda, saprebbero muoversi meglio. Magari arriverà qualche consiglio.
Gruppi
La Comunità di Lulu riporta vari strumenti: gruppi, eventi, blog, forum, newsletter e
intervista. Il mio è un libro specialistico, quindi ritengo che serva una comunicazione dello stesso tipo. Parto decisamente dai gruppi, nei quali le comunicazioni dovrebbero restare conoscenza condivisa più che nei forum (comunque interessanti).
Per muovermi ricerco alcune parole chiave. Quelle del mio libro sono attualmente 17:
computer, tecnologia, chip, microprocessor, technology, space, holt, faggin, grove, sorge, NanoAge, Intel, Amd, Motorola, IBM, Cyrix, Nexgen. Le chiavi in italiano sono poche perché il libro è in inglese. "Computer" e "chip" sono biligue; noto ora che dovrei aggiungere anche "microprocessore". Va detto che Lulu offre la categoria "scienze" ma non la "tecnologia".
Categorie
Vado in home-acquista-categorie-libri e vedo le categorie.Per me andrebbero
bene Informatica e scienze. Finora ho scelto scienze. Non c'è né tecnologia, né elettronica, né altri nomi; d'altronde la classificazione è da sempre il primo scoglio delle librerie, anche se online.
Faccio un po' di ricerche e scopro che "Informatica" ha solo un gruppo, "Scienze"
addirittura nessuno. Chip ha 0 gruppi, microprocessor 1, technology 15 (solo 1
interessante), digitale 1 ma digital 31 (solo 2 vagamente correlati ai chip). Passo all'azione e prendo in esame una singola categoria: "technology". Raccoglie 15
gruppi, dei quali NOVE con uno o due iscritti. Solo il gruppo Techtopia (63 iscritti) ed "Educaqtion and science" (77 iscritti) mi danno qualche speranza.
Vado a verificare.
Gli strumenti principali sono la descrizione delle finalità del gruppo, gli argomenti di
conversazione, la distribuzione temporale della medesima e l'effettivo numero dei conversatori.
(Lulumeter) Ego-Faktor Nei gruppi di Lulu è fondamentale aggiungere un'altra metrica: il rapporto tra
lulupubblicazioni (libri pubblicati su lulu) e numero dei partecipanti al gruppo. Chiamiamolo (lulu-meter) ego-faktor: come ho scoperto è un elemento fondamentale.
La descrizione di questo gruppo non ha nulla a che vedere con l'anglostoria dei chip, che d'altronde è davvero difficile da promuovere. L'ultimo post è di gennaio, con due commenti. Non è strano che si tratti di una... pubblicità! Vendono libri "For dummies" a 3 sterline e non voglio sapere quanto è legale usare questo marchio...(il loro gruppo
ha 0 post e neanche una vetrina virtuale, ma solo 11 link ad altrettanti e-book).
Gli altri 4 post in evidenza sono di novembre ed hanno ciascuno zero commenti. Non c'è
attività.
Poi controllo il "lulumeter": 77 iscritti, 110 libri! Ovviamente qui c'è qualcosa di strano. Comunque mi sembra chiaro che gran parte degli iscritti ha cercato di vedere
se poteva vendere il suo libro a qualcun altro. E' un gruppo di venditori e non di appassionati acquirenti. Per me non va bene neanche questo.
Post Scriptum
Forse è utile ricordare che in Italia la maggior parte dei saggi pubblicato regolarmente viene stampato tra 1000 e 2500 copie e vende tra 200 e 1500 copie. Il più frequente prezzo al pubblico è di circa 15 euro, dei quali all'autore andrebbe il 7-8% sul 90% del venduto, per semplicità 80 centesimi a copia. Il guadagno reale è tra 150 e 1000 euro con saldo a 18 mesi circa.
Nella Lulunomics, invece, è ragionevole per un autore intascare il 35-40% del prezzo di
copertina per il 100% del venduto, a fronte d'un lavoro maggiore (ma non troppo). Ciò vuol dire che lo stesso guadagno si ottiene con un quinto di copie vendute, ergo tra 40 e 300 copie, con una serie infinita di altri vantaggi, quali l'assoluto controllo.