USERNAME:
PASSWORD:
Destinatario e lettore
Pubblicato in Scrittura professionale da Giovanni Acerboni

Non so quanto abbiamo riflettuto negli ultimi tempi sul valore dei concetti di 'destinatario' e di 'lettore'. Da molto tempo pensiamo che il destinatario sia colui al quale inviamo l'informazione e ci preoccupiamo di identificarlo cercando di 'metterci nei suoi panni'. Quando ci occupiamo del lettore, invece, cerchiamo di capire come interpreta il testo (ad es. Eco). Queste due impostazioni diciamo tradizionali mi pare che restino valide, ma solo nel senso che il destinatario è oggetto della riflessione dell'autore, mentre il lettore è oggetto della riflessione di chi analizza la comunicazione tra l'autore e il suo destinatario. Lasciamo perdere l'analista e il concetto di lettore valido per lui. Per quanto riguarda l'autore, mi pare che, da quel che leggo, vedo e sento, tra 'destinatario' e 'lettore' non si facciano grandi differenze. In altri termini, 'destinatario' e 'lettore' vengono usati sostanzialmente come sinonimi.
Consideriamo espressioni frequenti come le seguenti:
"A tutti gli interessati"
"A tutto il personale"
"Tutta la cittadinanza è invitata"
"Avviso per l'utenza"
"Avviso importante"

In queste espressioni, è evidente che la distinzione tra destinatario e lettore non sia stata operata. L'autore invia a tutti, considerando lettori tutti i destinatari.
Chi non ha... Leggi tutto
Vietato interpretare le norme comunitarie
Pubblicato in Scrittura professionale da Giovanni Acerboni

Tempo fa, tra il serio e il faceto, avevo pubblicato un post (Come si scrivono le leggi a Brobdingnag) in cui citavo un passo dei Viaggi di Gulliver di Jonathan Switf, che diceva in modo paradossale le stesse cose (più o meno) dell'Accordo interistituzionale sugli orientamenti comuni relativi alla qualità redazionale della legislazione comunitaria, sottoscritto il 22 dicembre 1988 da Parlamento europeo, Consiglio e Commissione europea. In questo testo, si legge:
"Il Parlamento europeo ritiene che le istituzioni e/o gli Stati membri non debbano adottare dichiarazioni interpretative in quanto l'atto legislativo comunitario deve essere comprensibile di per sé. L'adozione di dichiarazioni interpretative non è affatto prevista nei trattati ed è incompatibile con la natura del diritto comunitario".
Ma i meccanismi di traduzione degli atti normativi comunitari (ben descritti da Laura Mori, in un saggio nel volume Il mondo in Italiano, di Barbara Turchetta, edito da Laterza nel 2005) producono un risultato ben diverso, ovviamente non a causa della qualità dei traduttori.
Il malessere delle e-mail
Pubblicato in Scrittura professionale da Giovanni Acerboni

Oggi, una cattiva notizia: l'e-mail sta male, molto male. Non morirà, ma sta male. Non ho dati clinici né statistici, ma me lo confermano tutti quelli che la usano per lavorare. La ragione è semplicissima: ce ne sono troppe, persino al netto dello spam. Un mio conoscente mi ha detto che ha più di 12.000 e-mail non ancora aperte. Un altro mi ha detto che nella sua azienda (circa 5.000 persone) pare che viaggino in una sola settimana cinque milioni e mezzo di e-mail di sola comunicazione interna. Molti altri mi dicono che sono 'ammazzati' dalle e-mail.
Più in generale, l'e-mail migliore è considerata quella che si cancella senza leggerla. Al secondo posto, ma molto distanziata, viene l'e-mail che si deve leggere, ma che non richiede una risposta. Al terzo posto (ma è un finto complimento, perché il terzo è il penultimo posto), viene l'e-mail alla quale bisogna rispondere. All'ultimo posto viene quella alla quale non solo bisogna rispondere ma anche ubbidire. E siccome non c'è limite al peggio, a volte ubbidire significa anche cambiare le proprie abitudini.
Si potrebbe sostenere che se ce ne fossero poche sarebbero tutte del terzo o del quarto tipo, dunque... Leggi tutto
Il ritorno di... Abolire 'ovvero'
Pubblicato in Scrittura professionale da Giovanni Acerboni

Torno sulla mia proposta di abolire 'ovvero' dalle leggi e per legge perché ho nuovi materiali, che nel frattempo ho rinvenuto, grazie anche a diverse persone con le quali ho discusso della questione (in particolare, ringrazio Elena Bonafè di Confindustria Venezia).
Il cosiddetto Decreto Ronchi (Decreto Legislativo 5 febbraio 1997, n. 22)
sui rifiuti pericolosi e non pericolosi, all'art. 6 (intitolato, guarda caso, Definizioni),
comma 1, lettera m) diceva (si notino soprattutto i punti 2 e 3, e i miei grassetti):

m) deposito temporaneo: il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima
della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti alle seguenti condizioni:
1 - i rifiuti depositati non devono contenere policlorodibenzodiossine,
policlorodibenzofurani, policlorodibenzofenoli in quantita' superiore a
2,5 ppm ne' policlorobifenile, policlorotrifenili in quantita' superiore a
25 ppm;
2 - il quantitativo di rifiuti pericolosi depositato non deve superare 10
metri cubi, ovvero i rifiuti stessi devono essere asportati con cadenza
almeno bimestrale;
3 - il quantitativo di rifiuti non pericolosi non deve superare 20 metri
cubi, ovvero i rifiuti stessi... Leggi tutto
Lo Svizzionario
Pubblicato in Scrittura professionale da Giovanni Acerboni

Non scrivo quasi mai di libri ma vorrei fare un'eccezione per lo Svizzionario. Splendori, miserie e segreti della lingua italiana in Svizzera, di Sergio Savoia ed Ettore Viale (Bellinzona 2008). In modo più faceto che serio, ma abbastanza serio, i due autori raccolgono lessico e fraseologia, li spiegano e li commentano con garbo e umorismo. Prima di dare qualche esempio, vorrei aggiungerne uno io, che manca allo Svizzionario e che ho visto personalmente, oltre Zernez, in fondo all'Engadina. Si tratta dell'indicatore automatico stradale della velocità, quello che da noi dice "la vostra velocità è". In Svizzera dice "la vostra sveltezza è".
E ora, ecco alcuni esempi.

Azione: Offerta speciale, campagna promozionale. Questa la conoscono tutti, anche gli italiani che sporadicamente si recano in Svizzera e i commercianti italiani della zona di confine, che espongono azioni per compiacere la clientela elvetica. La leva commerciale smuove tutto, anche la lingua. deriva dal tedesco aktion, campagna (anche militare).

Come una lettera alla posta: Liscio come l'olio, veloce ed efficiente. E' divertente notare come questo modo di dire sarebbe del tutto inappropriato in Italia, dato che significherebbe il contrario. Esiste anche in francese: "passer comme une lettre... Leggi tutto
Il ministro Castelli, gli attori e il romanesco
Pubblicato in Scrittura professionale da Giovanni Acerboni

Ieri, il Ministro delle Infrastrutture Roberto Castelli ha partecipato all'inaugurazione del Polo della Cinematografia Lombarda (ma quanti poli ci sono in Italia?) e ha detto (cito dal Corriere della Sera): "Che sia un bergamasco, che sia un altoatesino o un tedesco - spiega Castelli riferendosi alle produzioni cinematografiche e televisive -, comunque parlano tutti in romanesco. È una cosa insopportabile. Dà fastidio, non tanto per una questione localistica o campanilistica, ma è chiaro - precisa - che il linguaggio è parte essenziale dei personaggi".
Naturalmente, vi sono stati subito parecchi commenti, pro e contro. Aggiungo una considerazione, che parte dalla premessa che tra gli elementi che favoriscono l'immedesimazione del pubblico nello spettacolo (che sia teatro, cinema o televisione) vi è la lingua. Quando assistiamo a uno spettacolo in un'altra lingua, persino in una lingua che non conosciamo, facciamo più fatica, ma possiamo godercelo ugualmente, perché vi sono altri codici, oltre a quello linguistico. Lo stesso, anche se in misura minore, accade quando assistiamo a uno spettacolo in dialetto. Per un napoletano è molto più facile che per un milanese immedesimarsi in Eduardo, così come, al contrario, per un milanese è più facile immedesimarsi in Piero... Leggi tutto
La chiarezza dei testi normativi secondo la Legge 18 giugno 2009, n. 69, art. 3
Pubblicato in Scrittura professionale da Giovanni Acerboni

La nuova legge "Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile" introduce al Capo III della Legge 23 agosto 1988, n. 400, un nuovo articolo, intitolato "Chiarezza dei testi normativi".
Lo cito:

1. Il Governo, nell'ambito delle proprie competenze, provvede a che:
a) ogni norma che sia diretta a sostituire, modificare o abrogare norme vigenti ovvero a stabilire deroghe indichi espressamente le norme sostituite, modificate, abrogate o derogate;

b) ogni rinvio ad altre norme contenuto in disposizioni legislative, nonché in regolamenti, decreti o circolari emanati dalla pubblica amministrazione, contestualmente indichi, in forma integrale o in forma sintetica e di chiara comprensione, il testo ovvero la materia alla quale le disposizioni fanno riferimento o il principio, contenuto nelle norme cui si rinvia, che esse intendono richiamare.

2. Le disposizioni della presente legge in materia di chiarezza dei testi normativi costituiscono princìpi generali per la produzione normativa e non possono essere derogate, modificate o abrogate se non in modo esplicito.

3. Periodicamente, e comunque almeno ogni sette anni, si provvede all'aggiornamento dei codici e dei testi unici con i medesimi criteri e procedure previsti... Leggi tutto
In qualche modo è sempre di moda 'in qualche modo'
Pubblicato in Scrittura professionale da Giovanni Acerboni

Tra il serio e il faceto, Giuseppe Pontiggia scriveva nel 1991: "In qualche modo. Emergente, anzi emerso. In alcuni intellettuali avalla l'idea che, "in qualche modo", tutto si possa dire e che si possa dire tutto. Che la prigione è l'unico spazio libero che conosciamo. O che il presente è il ricordo del futuro. In qualche modo" (Le sabbie immobili, Il Mulino, pp. 41-42).

Nel 1995, Sandro Veronesi scriveva che "producono torpore e sonnolenza tutti i derivati dell'insomma (in buona sostanza, in qualche misura ecc.)" (Venite venite B52, Feltrinelli, p. 96).

Per gli scrittori, dunque, 'in qualche modo' era un fastidioso tic linguistico già negli anni Novanta. Non è passato ancora di moda, anzi è usatissimo, e non solo dagli intellettuali. A me piace molto una variante in milanese: "o de drizz o de sponda".

Archivi
Categorie
Commenti recenti
       Interessante articolo! Leggiti anche: http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20071125042621AAIZsz5 non sono pe...
       sto studiando il dedreto 81 del 2008 e dubitando sul significato di "ovvero" nel testo ho cercato su internet... grazie ...
       Ti prego! Fa' che Castelli lo legga e capisca!...
       Articolo intelligente. Problema che vivo. Nelle leggi l'ambiguità "voluta" è l'ultima cosa di cui si ha bisogno....
       Importante è esserne convinti :-) Per me è proprio nostalgia...Ma non c'è niente di tragico. Dovresti dare un significat...
       Apprezzo la distinzione dei termini ma la coda: Molto spesso l'hacker usa le proprie capacità per compiere atti di pira...
       l'ambiguità in talune circostanze potrebbe proprio essere voluta...
       Gentile Giovanni, concorso con te, anche se in parte, nel ritenere che le leggi siano un pò oscure, ambigue per la natur...
       viene in mente Gioele Dix e l'interpretazione del "vietato sporgersi" dei treni: http://www.youtube.com/watch?v=TJzVX3CZ...
       All'ingresso di un grande prato a Solda, Alto Adige, è scritto ^vietato pestare il prato^, sia in italiano che in tedesc...