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Assintel e lo Tzunami dell'IT
Pubblicato in Punto Biz da Francesco Di Martile
Come sta il settore ICT? Giorgio Rapari è presidente di Assintel, ossia dell'Associazione delle imprese ICT che aderiscono a ConfCommercio, ed è costituita in grandissima maggioranza da Piccole e medie imprese. Insomma gli associati sono gli imprenditori che hanno portato storicamente l'innovazione al variegato mondo delle Pmi italiane perché sono altrettanto piccole, duttili, vicine.


Anche Giorgio Rapari, presidente di Assintel, l'Associazione Nazionale delle Imprese ICT che aderiscono a ConfCommercio, era rimasto un po' di sale a metà febbraio quando Alberto Tripi, presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici aveva sparato il tragico dato di una perdita secca di 100mila addetti ICT tra il secondo e il terzo trimestre dell'anno. Settimana scorsa abbiamo sentito Ennio Lucarelli, presidente di Assinform. Ora giriamo la domanda a Rapari di Assintel.

Risulta anche a voi questa forte erosione di occupati nell'ICT nel corso del 2008?

Stiamo facendo delle indagini tra i nostri associati ma non sembra che la situazione al momento sia quella descritta da Tripi. Il punto è un altro: è l'economia italiana che si sta fermando. Sono appena stato a un convegno a Bergamo nel quale ho ascoltato queste due cose: la Iveco nel mese di gennaio ha prodotto 1.000 veicoli industriali contro 16.000 del gennaio 2008; la Brembo ha 2.300 addetti in cassa integrazione guadagni su un totale di 2.600. Questo è il problema. Noi come servizi IT arriveremo dopo gli altri settori produttivi ma è certo che lo Tsunami arriva e rischia di essere molto violento.

Cioè che cosa vede lei per l'immediato futuro?

Per ora si va avanti col rinnovo dei vecchi contratti 2008. Ma capita, com'è capitato alla mia azienda Onsoft di 40 persone, che un cliente ci ha disdetto il contratto 2009 il 27 dicembre, a tre giorni dal rinnovo. Neanche il tempo di preavviso della colf, insomma. Ciò che pavento è proprio questo: fino a giugno andremo avanti più o meno col trascinamento dei lavori del 2008 ma prevedere che cosa succederà da giugno in poi serve la sfera di cristallo. E temo un peggioramento repentino nella seconda metà dell'anno. E poi c'è il problema finanziario.

Che cosa vuol dire?

Che nessuno sta pagando più. Dalle grandissime alle medie alle piccole nessuno più paga il lavoro fatto. Le banche rinnovano lo sconto fattura ma notoriamente le nostre associate sono, siamo tutte sottocapitalizzate, per cui boccheggiamo. E le ultime notizie sul Pil non aiutano: lo Tzunami non è venuto in gennaio, non in febbraio, potrebbe arrivare improvviso a marzo. Dalla sera alla mattina rischiamo di avere migliaia di persone senza lavoro.

Come Associazione Assintel che cosa state facendo?

Abbiamo deciso di anticipare a giugno alcuni risultati del tradizionale Assintel Report che di solito facciamo a settembre. Proprio per capire che cosa realmente sta succedendo. D'altro canto l'IT è ormai una commodity: non ci sono piani sanitari nazionali, progetti d'un certo respiro che aggreghino e facciano massa critica e innovino chi produce IT e chi ne fruisce. Forse capiterà come in Amazzonia: arriverà questa crisi come un incendio a distruggere tutto e dopo sei sette anni la foresta tornerà di nuovo a crescere con nuove piante. Però o ne usciamo tutti assieme, a partire dall'impegno individuale sul lavoro, oppure... boh? Non so che cosa succederà.

Non mi pare vi siano però grandi progetti...

Infatti. Anche il programma e-Governement 2012 è ancora sulla carta. Purtroppo l'IT è terzista, viene cioè a valle delle grandi commesse. Che però non sono all'orizzonte. L'Australia, al contrario, sta ripartendo. Ciò che voglio dire è che ce la si può fare. Se ognuno, individualmente, mette il personale impegno sul proprio lavoro. Non ci sono soldi? Non lo so. Tremonti fa bene a essere rigoroso e a pretendere la riduzione degli sprechi che sono tanti, specie nella sanità e nella PA. Però penso che Silvio Berlusconi dovrebbe sposare, anche se non è una sua idea, il suggerimento di Dario Franceschini dell'opposizione e dare un salario sociale. È urgente riavviare i consumi anche così. E poi occorre concentrare tutti gli aiuti alle imprese perché ripartano.

Come associazione che cosa proponete?

Abbiamo chiesto di ripristinare il credito d'impresa e gli ammortamenti anticipati. Alle aziende quella liquidità serve per vivere. Come associazione siamo più concreti di prima: per esempio forniamo ai soci il supporto di comunicazione se devono organizzare un evento.

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Tag: Assintel  ConfCommercio  crisi economica  e-Governement 2012  Giorgio Rapari  interviste
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Commenti
nicola bandoni
Lunedì 30 Marzo 20:39

Interessante questo articolo che ho scoperto grazie a Fabio Lazzerini ed al suo blog. E se il progetto partisse DAL BASSO in modo POPOLARE?

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