E sta uscendo sempre di più allo scoperto! L'indice che misura l'accesso al credito di famiglie e imprese nei primi giorni di questo 2010 ha fatto registrare un innalzamento preoccupante. Soprattutto per le PMI che, sempre più spesso, si vedono negare finanziamenti e agevolazioni dalle banche.
Ma procediamo per gradi...
Il Credit Crunch, da noi, in realtà c'è sempre stato. Solo che, per
come è costruito il nostro sistema creditizio, non si era mai fatto
vivo sul serio. Purtroppo, però, in questi mesi, le conseguenze della
crisi, superata o no che sia, si notano di più.
Per i non addetti ai lavori, il Credit Crunch è "un calo significativo
dell'offerta di credito al termine di un prolungato periodo espansivo,
in grado di accentuare la fase recessiva". In parole povere, una
"stretta sul credito".
Nel resto d'Europa era già presente da diverso tempo. Ora, ha fatto la
sua comparsa anche da noi, con tutte le conseguenze del caso. Come
l'aumento della non solvibilità delle imprese e il maggior numero di
fallimenti registrati (ndr).
Ma c'è di peggio. Già, perché, per come è strutturata la nostra rete
economica (fatta prevalentemente da piccole e medie imprese), potrebbe
rivelarsi molto più nocivo di quanto è successo nel resto d'Europa.
Infatti, nonostante quello che afferma il presidente dell'Abi Corrado
Faissola,
l'ultimo Global Financial Stability Report del Fondo monetario
internazionale ci dice
che è destinato a continuare. Speriamo per poco...