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La Società degli intermediari.
Pubblicato in Legge&Web da Guido Scorza
Ieri - ma la notizia ha già fatto il giro del mondo - c'è stato un black-out nei servizi di Google.
I principali media italiani e stranieri ed i blog del mondo intero (guardate qui per avere un'idea) hanno dedicato all'episodio ampia risonanza e spinto uno dei Vice President di Big G a spiegare l'accaduto (un errore umano) e chiedere scusa ai navigatori.
E' un episodio che deve far riflettere.


Ho cercato nella mia memoria qualche episodio analogo in termini di eco mediatico e soprattutto di entità (in termini quantitativi) sul quotidiano di milioni di persone: mi vengono in mente solo black-out elettrici (che peraltro non mi consta abbiano mai interessato contestualmente l'intero pianeta), tilt nel sistema globale dei trasporti dovuti ad incidenti aerei o ad attacchi terroristici e poco più.
Neppure il temutissimo "millenium bug" ha poi effettivamente prodotto effetti analoghi!
Se si scende dalla dimensione globale a quella nazionale, l'unico scenario che - peraltro rimanendone distante in termini di capillarità degli effetti - potrebbe forse produrre risultati analoghi è un blocco contestuale del sistema dei trasporti pubblici: autostrade, treni, traghetti ed aerei.
Inutile, invece, pensare al black-out di questa o quella emittente televisiva: il paragone non regge...si cambia canale o, piuttosto, si soddisfano le proprie esigenze di informazione o intrattenimento su internet, via Google...
L'episodio di ieri ha dimostrato - qualora qualcuno ne avesse ancora bisogno - che quella nella quale viviamo è la società dell'informazione degli intermediari.
E' per questo che non mi stancherò mai di ripetere che è indispensabile tutelare il principio dell'assenza di qualsivoglia obbligo di sorveglianza  degli intermediari della comunicazione e della non responsabilità di tali soggetti per i contenuti altrui veicolati (che non significa autorizzarli a delinquere).
In caso contrario Google & C. (il mondo degli intermediari) domani, potrebbero - non per 15 minuti ma per l'eternità - restituirci dopo una ricerca (es: INFORMAZIONE and terrorismo o, piuttosto, MUSICA, CINEMA and DOWNLOAD) una risposta di questo genere: "MI DISPIACE MA NON POSSIAMO GUIDARTI ALLE PAGINE CHE STAI CERCANDO PERCHE' CIO' POTREBBE DETERMINARE DELLE RESPONSABILITA' A NOSTRO CARICO, SE VUOI FAI UN CUT&PASTE DELL'URL E PROSEGUI NELLA TUA NAVIGAZIONE.
Quel giorno dovremo prendere atto impotenti - come e più di quanto non lo siamo stati ieri - che la Rete che conosciamo e la società dell'informazione che attorno ad essa si sta sviluppando non esiste più...e, temo, che i maggiori utili dell'industria audiovisiva e il rilancio di quella dell'informazione tradizionale (editore vs. utente) non varrebbero a ricompensare il mondo della perdita.
Il mondo assisterebbe alla più grande sconfitta della democrazia nella storia moderna.
Dobbiamo evitare che questo scenario divenga realtà: serve uno sforzo congiunto in termini di responsabilità da parte dei navigatori (occorre riconoscere che non si può continuare a pretendere di usare la Rete a volto coperto e delle istituzioni che devono accettare le dinamiche dell'informazione e della circolazione dei contenuti digitali nella nuova era e smettere di pretendere, leggi alla mano, di ridisegnare la morfologia della Rete.
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Tag: intermediari della comunicazione  libertà  responsabilità
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