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Vietato allattare su Facebook.
Pubblicato in Legge&Web da Guido Scorza
La notizia è ormai nota: Facebook censura le fotografie delle mamme che allattano i loro bambini.
Si tratta di uno di quei casi in cui le "note di colore" rischiano di celare gli aspetti più inquietanti della vicenda.
Il caso della censura delle foto delle mamme che allattano i loro bimbi è, invece, sintomatico del progressivo divenire realtà di uno dei peggiori spauracchi dell'internet moderna: la censura privata dai parte degli intermediari della comunicazione.
E' già capitato nei mesi scorsi che YouTube, MySpace, lo stesso Facebook ed altri colossi della diffusione di contenuti on-line abbiano deciso di rimuovere contenuti pornografici o nazi-fascisti ma, questa volta, la questione è diversa...anche se solo marginalmente diversa.
La scure della censura di Facebook si è, infatti, abbattuta su contenuti he non è possibile definire inequivocabilmente illeciti o contrari alla pubblica morale.
Le foto di una mamma che allatta un bambino possono apparire ad alcuni tenere, ad altri ispirare sentimenti di dolcezza, ad altri ancora risultare di dubbio gusto e, a taluni - coloro che hanno, evidentemente, segnalato a Facebook l'inopportunità della pubblicazione - addirittura oscene.
Chi ha il diritto ed il dovere di decidere cosa può essere pubblicato e cosa no? Chi ha il diritto di ridisegnare i confini della sfera privata ed affettiva di una madre che intende condiovidere con i propri "amici" un momento tanto speciale della propria vita o giornata?
L'ho già scritto in altre occasioni e lo ripeto ancora una volta: mi piace pensare che tale diritto sia sottratto alla sfera di controllo di un intermediario della comunicazione.
E' ovvio, peraltro, che iniziative quali quella di cui stiamo parlando da parte di Facebook sono figlie della tendenza che si va diffondendo ad imputare agli intemediari della comunicazione la responsabilità per i contenuti immessi on-line dagli utenti.
E' per questo che è urgente affrontare il problema: meglio assumersi personalmente le proprie eventuali responsabilità rinunciando, almeno parzialmente, all'anonimato in Rete che vedersi mettere un bollino di censura sulle proprie foto di famiglia...
Questa è, naturalmente, la mia opinione. A voi dire la vostra.
Quale che sia, buon anno e ben tornati dalle vacanze!


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Tag: anonimato  censura  facebook
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