L'On. Cassinelli - già balzato agli onori delle cronache telematiche per il suo disegno di legge "salvablog" - mi segnala di aver lanciato sul proprio blog qualche ulteriore idea di regolamentazione dell'utilizzo degli strumenti informatici.
In particolare quella di un disegno di legge che abiliti i cittadini elettronici ad usare la Rete per presentare disegni legge o proporre referendum mi sembra vada nella direzione da più parti - invero da anni - auspicata di iniziare ad usare la Rete come prezioso strumento di e-democracy. Non credo possa dubitarsi che l'idea vada nella direzione giusta, direzione, peraltro, già sottolineata con forza nel prematuramente dimenticato - nonostante la giovane età - codice dell'amministrazione digitale. C'è, tuttavia, tra i tanti, un problema difficile da superare: oggi, in ragione dell'incomprensibile ed incompresa "infatuazione" del legislatore per le firme digitali, l'unico sistema per esercitare per iscritto un proprio diritto politico è rappresentato dalle firme digitali... Nel nostro Paese - come altrove - tuttavia questo inutile strumento figlio del legislatore e non della tecnica è assai poco diffuso e subordinare qualsivoglia iniziativa di democrazia popolare all'utilizzo di una firma digitale costituirebbe un deterrente più che un incentivo. L'idea è, comunque, buona ma si scontra con oltre un decennio di politica dell'innovazione assai poco ragionata. Parliamone.