L'Ospedale Le Molinette ha irrogato una sanzione di 10 giorni di sospensione all'infermiera che, nei giorni scorsi, aveva pubblicato su Facebook un ricco album di foto giudicate "divertenti" dei propri colleghi in atteggiamenti "poco lavorativi" e di pazienti capitati, non certo volontariamente, in pronto soccorso. Il Garante per la privacy frattanto ha inviato i suoi ispettori e la Procura della Repubblica avviato un'inchiesta per ora contro ignoti...auspicando che gli ignoti non finiscano con il diventare i dirigenti americani di Facebook come già accaduto nella vicenda del video del bambino disabile diffuso su Google Video in relazione alla quale la Procura della Repubblica di Milano sta procedendo contro 4 dirigenti di Big G. Nessun dubbio che la pubblicazione di foto di pazienti inconsapevoli su una piattaforma di socialnetwork costituisca una gravissima violazione della privacy e che, pertanto, i responsabili di tale pubblicazione vadano puniti ma occorrerà prestare attenzione a che procedimenti e sanzioni si abbattano solo sugli autori della condotta e non su chi ha l'unico torto di gestire una piattaforma popolata da 260 milioni di persone civili e da qualche persona "meno civile". Leggi e regole, infatti, non bastano: civiltà e cultura avrebbero dovuto precludere alla "social infiermiera" ed ai suoi colleghi di fare della facile - e peraltro poco divertente - ironia su malati entrati in pronto soccorso certamente non per divertirsi.
Il Garante per la privacy frattanto ha inviato i suoi ispettori e la
Procura della Repubblica avviato un'inchiesta per ora contro
ignoti...auspicando che gli ignoti non finiscano con il diventare i
dirigenti americani di Facebook come già accaduto nella vicenda del video del bambino disabile diffuso su Google Video in relazione alla quale la Procura della Repubblica di Milano sta procedendo contro 4 dirigenti di Big G.
Nessun dubbio che la pubblicazione di foto di pazienti inconsapevoli su
una piattaforma di socialnetwork costituisca una gravissima violazione
della privacy e che, pertanto, i responsabili di tale pubblicazione
vadano puniti ma occorrerà prestare attenzione a che procedimenti e
sanzioni si abbattano solo sugli autori della condotta e non su chi ha
l'unico torto di gestire una piattaforma popolata da 260 milioni di
persone civili e da qualche persona "meno civile".
Leggi e regole, infatti, non bastano: civiltà e cultura avrebbero
dovuto precludere alla "social infiermiera" ed ai suoi colleghi di fare
della facile - e peraltro poco divertente - ironia su malati entrati in
pronto soccorso certamente non per divertirsi.