Il Premier, Silvio Berlusconi oggi sembra aver scoperto che esiste la
Rete e ha annunciato che l'Italia, nel corso del prossimi G8, si farà
portatrice di proposte di regolamentazione intermazionali e condivise per
il web.
Condivido quanto scrive Vittorio Zambardino quando dice che l'annuncio
così è un contenitore vuoto mentre non sono d'accordo che l'idea di
regolamentare la Rete sia, in senso assoluto, una pessima idea.
Tutto dipende, evidentemente, dai contenuti delle proposte di regolamentazione che si avanzeranno.
Internet è diventata una cosa seria, relazioni d'affari e personali,
scambi di ogni genere e, soprattutto, informazione e cultura circolano,
ormai, in maniera predominante in Rete e, francamente, credo sia finito
il tempo in cui poteva ritenersi sufficiente la netiquette a governare
tutto questo.
In Rete - so di usare parole non amate dalla più parte dei
cybernaviganti - servono davvero regole chiare, univoche e condivise a
livello internazionale.
Solo la rapida individuazione di queste regole - al contrario di quanti
in tanti pensano - può davvero garantire che la Rete resti lo spazio
libero ed il più fertile terreno di scambio di idee ed informazioni che
molti di noi hanno conosciuto qualche anno fa...
Per riuscire nell'obiettivo, tuttavia, il popolo della Rete deve fare
la sua parte, accettare che una regolamentazione sia opportuna e,
preoccuparsi, piuttosto di collaborare con le Istituzioni a
tratteggiarne limiti e confini.
Questa volta, davvero, gli atteggiamenti più radicali non servono...non
credo ci sia più spazio per una Rete affidata all'anarchia.