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Una tassa sulla Rete? No Grazie.
Pubblicato in Legge&Web da Guido Scorza
All'indomani della chiusura degli Stati generali del cinema si è parlato della proposta - originariamente attribuita al Presidente della SIAE Giorgio Assumma che ha, tuttavia, poi smentito - di risolvere il problema della pirateria in Rete oltre che importando la soluzione francese (qui qualche osservazione su tale sciagurata eventualità) anche prevedendo una "tassa" sull'utilizzo della Rete al fine di scaricare materiale protetto da diritto d'autore.

Oggi, a qualche giorno di distanza - lasciati, evidentemente, placare gli animi di quanti avevano gridato allo scandalo - la SIAE si riappropria, attraverso un comunicato stampa e un'intervista del Presidente Assumma su La Stampa on-line, dell'idea e rilancia.
La soluzione proposta - credo a questo punto lo si possa scrivere senza tema di nuove smentite! - dalla SIAE è semplice: esportare alla Rete uno dei meccanismi meno "libertari" dell'intero sistema del diritto d'autore ovvero quello della copia privata in forza del quale chiunque acquista un supporto di "registrazione" (CD, DVD, nastro magnetico, hard disk ecc.) è tenuto a corrispondere un prezzo più alto che va a rimborsare al produttore del supporto la tassa che questi deve versare per la commercializzazione del supporto stesso sul presupposto che tale supporto venga utilizzato per la fissazione di opere protette dal diritto d'autore.
Credo si tratti di una soluzione semplicemente inacettabile per due ragioni.
L'idea chiunque abbia una connessione a Internet debba utilizzarla per scaricare materiale protetto da diritto d'autore è un'equazione ancor meno corretta di quella per la quale chiunque acquisti un CD o un DVD debba utilizzarlo necessariamente per registrarvi opere protette.
E' come dire che tutti quelli che vivono in una grande città usano i mezzi pubblici e, quindi, anziché far pagare biglietti ed abbonamenti a chi li usa sul serio avendo poi la difficoltà di controllare, conviene imporre una tassa comunale sulla gestione del servizio pubblico di trasporto.
Un'altra ragione è questa: il Presidente Assumma non ama, al riguardo, parlare di tassa e preferisce chiamare il balzello di cui stiamo parlando, corrispettivo di una licenza forfettaria.
E' un gioco linguistico che, tuttavia, si scontra con una dato giuridico insuperabile: la licenza è un contratto e un contratto può nascere solo ed esclusivamente dall'incontro della volontà delle parti con la conseguenza che non c'è licenza dove non c'è volontà e, conseguentemente, non c'è corrispettivo di licenza (ma imposta nel senso letterale del termine) dove non c'è licenza.
Occhi aperti dunque. L'italiano è una lingua meravigliosa e ricca e le parole, talvolta, fanno la differenza!
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Tag: Assumma  copia privata  diritto d'autore  p2p
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