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Se la censura si abbatte sul web...
Pubblicato in Legge&Web da Guido Scorza
Non so se qualcuno leggerà mai questo post perché alcuni dei nomi che sarò costretto ad utilizzare per raccontare questa storia potrebbero precluderne l'indicizzazione.
Sfortunatamente non è uno scherzo ed io non scrivo dal passato o da un Paese non civilizzato ma dal presente (18 novembre 2008) e da una stanza di un hotel nel centro di Milano.



Il punto è che sto leggendo con preoccupazione le notizie che rimbalzano dall'Argentina dove dei giudici hanno a tal punto frainteso - non trovo espressione non diffamatoria migliore - le dinamiche della Rete da ritenere fondata la richiesta di Diego Armando Maradona e di un nugolo di top models di veder rimossi i link ad alcune pagine da essi ritenute sconvenienti che Google e Yahoo restituivano a quanti interrogassero i motori di ricerca utilizzando i nomi del pibe de oro e delle modelle argentine.
La decisione trae fondamento da un vuoto legislativo presente nel diritto argentino che consentirebbe di ritenere responsabile chi pubblica un link ad una pagina web per il contenuto della pagina medesima.
Si sbaglierebbe, tuttavia, a bollare la vicenda semplicemente come una storia che viene da lontano.
Il principio di diritto che viene in rilievo, infatti, è, sfortunatamente, tutt'altro che pacifico anche nel vecchio continente ed è sempre il solito: quella della non responsabilità degli intermediari della comunicazione.
Le vicende nostrane di Piratebay, Google vs. vividown, Mediaset vs. Youtube e Rapidshare in Germania concernono esattamente lo stesso problema ancorché guardato sotto una diversa prospettiva.
Yahoo, in Argentina, ricevuta la notifica del provvedimento con l'ordine di rimozione dei link che puntavano a "pagine scomode" si è affrettato a rimuovere tutti i risultati delle ricerche lanciate utilizzando come parole-chiave i nomi dei ricorrenti.
Google, in modo più coraggioso, ha rimosso solo i link incriminati ma...il problema non cambia.
La Rete, in un sol click, è stata censurata.
Questo è quello che accade quando si ridiscute il principio della non responsabilità degli intermediari della comunicazione perché non c'è imprenditore al mondo - per quanto larghe siano le sue spalle - disponibile ad assumersi la responsabilità per quello che milioni e milioni di utenti scrivono o dicono.
E' questa la Rete che vogliamo?
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Tag: censura  motori di ricerca  responsabilità degli intermediari
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