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DDL Levi: un pò di acqua sul fuoco...
Pubblicato in Legge&Web da Guido Scorza
In Rete impazzano le polemiche sul (nuovo) DDL Levi con il quale si vorrebbe dettare una nuova disciplina organica della materia dell'editoria che dovrebbe - nell'intenzione dell'estensore del disegno di legge (l'On. Levi) - regolamentare anche l'attività editoriale svolta on-line.
La ragione delle polemiche è sostanzialmente costituita dalla preoccupazione avanzata da alcuni che, per tale via, si finisca con il limitare l'esercizio della libertà di manifestazione del pensiero in Rete attraverso, in particolare, l'imposizione di un obbligo di registrazione dei blog presso il ROC - Registro degli operatori della comunicazione.



Comprendo perfettamente la preoccupazione ma, in questo caso, mi sembra frutto di un'interpretazione eccessivamente "pessimista" delle disposizioni contenute nel disegno di legge che verrà discusso nelle prossime settimane in seno alla commissione Cultura della Camera dei deputati.
Mi sembra che Daniele abbia già cercato di contenere le preoccupazioni ed io vorrei buttare un pò di acqua in più sul fuoco.
Benché, infatti, il comma 1 dell'art. 7 del DDL preveda che "tutti i soggetti che esercitano l'attività editoriale sono tenuti all'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione", il comma 3 del successivo art. 8 stabilisce che "sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro".
Il riferimento deve intendersi anche ai blog o, almeno, a quelli tra i blog che costituiscono effettivamente il frutto di un'attività non imprenditoriale.
Che questo sia il senso della norma mi sembra sia reso evidente - al di là di ogni ragionevole dubbio - da quanto riferito nella relazione di accompagnamento al disegno di legge, laddove si riferisce che "viene espressamente escluso l'obbligo dell'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione per i prodotti, come i cosiddetti «blog», che non costituiscono il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro".
Certo, probabilmente, il blog di Beppe Grillo, quello di Antonio Di Pietro e questo stesso blog andranno registrati ma, a differenza di quanto ritiene l'amico Luca Spinelli, in ciò non ci vedo niente di drammatico per il futuro della libertà di manifestazione della Rete.
L'informazione in Rete è diventata una cosa seria e che ci piaccia o no, è giusto che chi gestisce ed organizza un'attività editoriale on-line veicolando contenuti a milioni di persone come fa un grande giornale sia soggetto a qualche adempimento e responsabilità nel caso in cui, con la propria attività, passi il segno...
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Tag: ddl levi  editoria  stampa
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Commenti
Luca Spinelli
Lunedì 17 Novembre 15:54

il rischio credo sia sostanzialmente quello che tuttte le norme confuse si portano dietro: niente di catastrofico, naturalmente, e nemmeno chiusura di mezza blogsfera, ma un potenziale potere intimidatorio che sarebbe molto meglio evitare. specie sulla rete: unico luogo ancora in parte libero dagli intricatissimi lacci del più grande corpus normativo al mondo. molti, poi, hanno usato l'articolo a corredo delle proprie opinioni, che non necessariamente condivido. ;)

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