Nei giorni scorsi, ha sollevato grande scalpore la notizia lanciata dal Times e rimbalzata sui principali quotidiani italiani secondo la quale Microsoft avrebbe richiesto il brevetto per un software in grado di controllare - attraverso speciali sensori - ogni profilo psicoattitudinale di un lavoratore.
Forti emozioni, stanchezza, stress o stati di ansia del dipendente, grazie allo speciale software elaborato dall'azienda di Redmond potrebbero essere registrati e comunicati al datore di lavoro in tempo reale.
Gli esperti di privacy, le associazioni a tutela dei diritti digitali e la stampa ha, subito, gridato allo scandalo, manifestando grande preoccupazione per le violazioni del diritto alla privacy dei lavoratori che, attraverso l'utilizzo di tale software sarebbe possibile porre in essere.