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Cultura degradata: istruzioni per l'uso.
Pubblicato in Legge&Web da Guido Scorza

Nella notte tra il 21 ed il 22 dicembre, mentre gli italiani stappavano le prime bottiglie di spumante e tagliavano i primi panettoni qualcuno lavorava per loro...o meglio contro di loro!

Un manipolo di coriacei senatori membri della VII Commissione permanente (Istruzione pubblica e beni culturali) decidevano di incontrarsi in Senato per scambiarsi gli auguri, fare un prezioso regalo alla SIAE trasformandola con un colpo di bacchetta magica in principessa degli enti pubblici economici italiani e, ad un tempo, portare a termine l'operazione "Furto di cultura" della quale ho già scritto altrove...



Sono bastati pochi minuti - il tutto si è consumato tra le 20.30 e le 20.50 come puntualmente annotato sui verbali della seduta - per approvare la modifica-capolavoro all'art. 70 della Legge sul diritto d'autore inserendovi un ormai arcinoto secondo comma secondo il quale:

«1-bis. E' consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientificoe solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attivita` culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell'università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all'uso didattico o scientifico di cui al presente comma».

Una seduta notturna e prenatalizia...il momento migliore per compiere un furto di un bene di inestimabile valore come la cultura digitale in danno del popolo della Rete.

Tra qualche giorno il testo dell'emendamento sarà pubblicato sulla gazzetta ufficiale e 15 giorni dopo sarà Legge, poi...nulla sarà più come prima in Rete in riferimento alla pubblicazione di "immagini e musiche".

Attraverso lo sciagurato emendamento, infatti - anche se con formulazione ambigua - si dice chiaramente che immagini e musiche possono essere pubblicate in Internet solo per uso didattico o scientifico e solo se degradate o a bassa risoluzione.

Sarà un Decreto del Ministero dei beni culturali a stabilire cosa il legislatore abbia inteso dire con questa sequenza di termini difficilmente intellegibili ma, una cosa è certa: non tutti i blog che oggi popolano la Rete, non tutti i siti attraverso i quali migliaia di italiani estrinsecano la propria libertà di parola potranno essere considerati didattici o scientifici con la conseguenza che solo pochi potranno continuare ad usare immagini e musiche per dire la loro...

Un ruolo importante nel tentativo di contenere - non è, ormai, più possibile evitarli - i danni spetterà al Decreto ministeriale ed è per questo che mi è sembrato opportuno avviare un processo di redazione di tale documento extra-istituzionale invitando esperti di diritto e tecnologia a collaborare.

Spetterà poi al Ministro scegliere se tenere in considerazione il lavoro di molti o ignorarlo e fare da sè ma...quale che sia la decisione finale...noi potremo almeno dire di aver provato a salvare la cultura digitale.
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Tag: cultura digitale
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