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Quando le parole contano... si vede!
Pubblicato in Net & Dev da Redazione Internet Magazine


Sono apparsi in Rete qualche anno fa, con l'esordio del Web 2.0, e da allora non hanno fatto altro che moltiplicare la loro presenza. Si spazia dai siti che si occupano di temi impegnati come medicina e ricerca (http://italianapplications.com), alle raccolte fotografiche (http://flickr.com/photos/tags), all'universo delle biciclette (www.italia-ciclismo.com/tag-clouds/).

 

Figura 1 - Un esempio di Tag Clouds: la dimensione del carattere dei vari termini è proporzionale all'importanza che questi ultimi assumono nel documento


Ad un primo sguardo la pagina Web che accoglie i Tag clouds propone un insieme di termini dalla differente grandezza (Figura 1). Questo è proprio l'aspetto più significativo. Infatti, la misura del carattere (o font) incide proporzionalmente sul ruolo e sull'importanza che il vocabolo riveste nel documento. Il navigatore interagisce con gli elementi della nuvola mediante un clic del mouse. Dopo tutto si tratta sempre di semplici link.

COME SI REALIZZA UNA "NUVOLA"
Gli amanti della programmazione dedicata al Web possono cimentarsi con soddisfazione nella realizzazione di soluzioni personalizzate. Per altro la Rete offre esempi preconfezionati che possono costituire un buon punto di partenza per un'analisi e qualche spunto di riflessione. All'indirizzo www.augustomurri.it/php/programmare-una-tagcloud-in-php l'autore del blog propone la personale interpretazione in linguaggio PHP. L'esempio piace ancora di più poiché ricco di rimandi ad approfondimenti di tipo tecnico, a pagine destinate ad un pubblico di sviluppatori, non propriamente alle prime armi. Alle spalle del codice lavora un database appoggiato ad un server MySQL. Il database contiene una tabella con i tag individuati, o comunque acquisiti, dall'utente. Per ulteriori approfondimenti sul linguaggio PHP può essere utile consultare un manuale online all'indirizzo www.php.net/manual/it/. Anche con un linguaggio di sviluppo come ASP si possono realizzare Tag Clouds. Partiamo dall'esempio proposto all'indirizzo www.dblog.it/public/post/tag-cloud-in-asp-505.asp. Per esattezza il codice è scritto in VBScript. Su una tabella chiamata Technorati risiedono i tag selezionati. I database consigliati sono Access e SQL Server, poiché marchiati Microsoft, come ASP. Una guida alla programmazione ASP si trova all'indirizzo http://asp.html.it/guide/leggi/62/guida-asp-di-base/. Per entrambi gli esempi si prevede anche l'inserimento di qualche riga di codice nel foglio di stile. Per informazioni sui fogli di stile si può dare uno sguardo alle lezioni di HTML.it all'indirizzo http://css.html.it/guide/leggi/2/guida-cssdi-base/.

NON SOLO PROGRAMMAZIONE
L'affermarsi di nuovi linguaggi di programmazione nell'universo Web (ASP, JSP, PHP per citarne alcuni tra i più noti) ha ampliato le possibilità operative di numerosi sviluppatori. Alle spalle delle tag clouds si cela codice. Valenti programmatori possono pertanto dimostrare le loro abilità forgiando software ad hoc. Ciò però non vuol dire che anche gli avventori meno preparati della Rete non possano cimentarsi con questa nuova soluzione di design. Internet offre infatti servizi gratuiti e di intuitivo utilizzo per la generazione di codice HTML da inserire all'interno delle proprie pagine Web. Supponiamo di disporre di un testo da cui estrapolare i migliori marcatori (tag), valutando la frequenza di apparizione, ossia la popolarità, dei termini, e analizziamo in dettaglio alcuni di questi servizi on line.

  www.aaa-clouds.com/rainmaker/rm/
Questo servizio offre uno strumento decisamente raffinato. Basta vedere le variegate opzioni a disposizione. L'area Source permette d'indicare la sorgente dei dati da cui estrapolare la nuvola. Consta di quattro settori. Si può scrivere una serie di URL separati da virgola, un testo, frasi separate da virgola, le parole da escludere dall'elenco dei tag. In due caselle di testo si indicano rispettivamente il numero di termini che compariranno nella nuvola e la loro lunghezza minima. Appearance incide sull'aspetto grafico della nuvola: colore, espresso secondo la notazione RGB esadecimale, e immagine di sfondo, colore e dimensione del frame che contiene i tag, stili. Frequency, Font Size, Color: la frequenza dei vocaboli, da Low (bassa) ad High (alta), è visivamente definita dalla dimensione del carattere e dal colore. Build, con la sua casella di testo Word Link, accoglie il link per ogni parola della nuvola. Inoltre, compilando le caselle di testo proposte si riceverà una mail con il link al codice HTML (Figura 2).

www.tagcrowd.com
Si appoggia ad un'interfaccia semplice in cui è possibile scrivere, copiare un testo o caricare un file di testo della dimensione massima di 100 KB. L'utente può impostare il numero di tag restituiti, la visualizzazione della frequenza, l'uso o la realizzazione di una stoplist (elenco dei termini da non usare come tag), il raggruppamento di vocaboli simili, l'impiego delle più comuni parole di lingua inglese. Facendo qualche esperimento si nota con dispiacere che la nuvola si compone fondamentalmente di termini quali articoli determinativi (come "la" e "il") e indeterminativi (come "un", "uno", "una"), congiunzioni (soprattutto "e"), e preposizioni (ad esempio "di" e "da"). Si può sempre aumentare il numero di tag.

Figura 2 - Il tasto Create My Cloud genera la nuvola, Get the code mostra/nasconde il frame di accesso al codice 

Ciò migliora la comprensione e l'estetica della nuvola. In ogni caso è consigliabile ricorrere all'utilizzo e personalizzazione di una stoplist predefinita o alla definizione di una nuova. In essa inserite tutti quei vocaboli, generalmente ad alta frequenza di apparizione, come quelli appena citati. Cliccando la casella combinata Ignore words from a stoplist appare un menù contenente un elenco di stoplist. Si può scegliere italiano e osservare una lista dei più comuni termini di lingua italiana.

http://zoomclouds.egrupos.net
Vanta un servizio decisamente più complesso. Innanzi tutto richiede la registrazione di un account da usare per i successivi login. Ma il processo è velocissimo: basta digitare username, indirizzo mail e password. Si possono gestire differenti nuvole e definire il design delle stesse. Il tutto mediante un'interfaccia grafica che prende per mano l'operatore fino alla generazione del codice HTML da copiare all'interno della pagina Web, nel punto in cui si vuole che la nuvola appaia. Ogni nuvola è identificata da un nome (Tag Cloud name), da una descrizione (Title/description), si avvale di un file RSS o Feed (RSS/Atom Feed), dal periodo, espresso fondamentalmente in giorni, di validità dei contenuti (Days Worth). Per altro l'operatore può intervenire aggiornando i contenuti mediante il link Update. È anche possibile allestire liste di tag da usare o meno (link Filters) e consultare le statistiche (link Stats) di accesso alla nuvola (per numero di click effettuati, per tag, per paese di provenienza, per fascia oraria e periodo temporale di analisi). La parte squisitamente grafica della nuvola (dimensione carattere, numero di tag, colore, ecc.) è gestibile agendo sul link Design. Le modifiche apportate al design si traducono istantaneamente in codice da copiare nel punto della pagina Web in cui si vuole venga visualizzata la nuvola.

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Tag: back end  nuvole di etichette  Web 2.0  web design  Word Link
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