Su questa informazione, e troppo spesso solo su questa, si sono basate negli anni novanta le più comuni strategie di comunicazione che hanno avuto nella ricerca dell'incremento del numero di pagine viste e nella loro puntuale rilevazione una delle finalità principali. Riprogettazione dei layout, adozione di espedienti grafici che invogliano al clic, rimodellazione dell'architettura dell'informazione con l'introduzione di sottocanali che "allungano" l'accesso diretto alle informazioni: Web Designer e Content Manager per anni hanno fatto in modo che l'utente effettuasse quel clic in più che facesse lievitare le statistiche di visualizzazione delle pagine.
Figura 1 - I sistemi di rilevazione statistica più efficaci prevedono l'inserimento di un piccolo codice Javascript all'interno delle pagine da monitorare
Si definisce come Page Views, o Page Impression, la richiesta effettuata a un server di visualizzare una singola pagina di un sito. L'evento che fa aumentare di una singola unità il conteggio delle page views è il clic effettuato da un navigatore su un link che porta a un'altra pagina HTML. Rimangono esclusi da questo conteggio i cosiddetti Hit, ovvero i clic che generano una richiesta al server di scaricare un file o un documento elettronico che, quindi, non apre altre pagine HTML. Le Page Views sono, e continueranno a essere, un interessante dato integrato praticamente in tutti i sistemi più avanzati di Web Analytics. Tuttavia da questa definizione pare ovvio che esistano evidenti limiti e necessari accorgimenti derivanti dal loro utilizzo, soprattutto in seguito alla nascita e allo sviluppo del Web 2.0 con i relativi servizi offerti e tecnologie lato server impiegate. Una breve panoramica dei sistemi attraverso i quali le Page Views vengono rilevati, può essere utile per identificare problemi ed eventuali soluzioni durante l'analisi degli accessi al portale.
Esistono due principali metodi con cui vengono effettuate le rilevazioni delle Page Views per un sito. Il primo è il sistema supportato lato server dalla stessa macchina che ospita la piattaforma di pubblicazione o il sito statico. Attraverso un apposito file di registro, il server memorizza infatti tutti gli eventi e le attività di richiesta di file o pagine che vengono effettuate tramite i protocolli di rete. I dati memorizzati nel file di registro, vengono successivamente elaborati in maniera dettagliata sia attraverso sistemi di visualizzazione grafica integrati nello stesso server (logfile analysis) sia con sistemi manuali o software di analisi specifici che utilizzavano il logfile scritto dal server come banca dati.
Figura 2 - Clickdensity.com è un ottimo strumento alternativo al Page Views per valutare gli accessi ai siti
Questo sistema trova una valida alternativa, soprattutto nei casi in cui non siamo noi stessi a gestire l'attività di hosting, il software presente sui server o, comunque, non avessimo accesso diretto a quelle informazioni, nell'impiego di tag di rilevamento specifici inseriti all'interno della pagine o dei template. Il sistema di rilevamento tramite tagging prevede invece che ogni volta che viene caricata una pagina, un Javascript inserito in tale pagina invii un'informazione a un server esterno a quello del sito (Figura 1). Questa seconda soluzione, per quanto possa sembrare più macchinosa, è quella scelta da molti webmaster perché, oltre a essere molto spesso collegata a ottimi sistemi di Web Analysis terze parti come i notissimi Shinystat (www.shinystat.com/it) o i gratuiti Google Analytics (www.google.com/analytics/) e Statistiche.ws (www.statistiche.ws), permette di evitare il problema del page caching che affligge i sistemi di rilevamento su server host (Figura 3). Questo problema, che impedisce al server host di rilevare le pagine rivisitate qualora queste siano state archiviate nella chache del browser, viene infatti superato dalla generazione di un evento ogni volta che una pagina viene caricata.
Visti i principali metodi di rilevamento, occorre capire se questa informazione sia da ritenersi ancora utile per effettuare le analisi degli accessi al sito. La prima considerazione da farsi a tal proposito è valutare come il cambiamento dei moderni sistemi di comunicazione e il passaggio dal Web al Web 2.0 abbiano radicalmente mutato il tipo di interazione tra utente e pagina Web. Innanzitutto, occorre ricordare come uno degli elementi fondanti del Web 2.0 sia l'adozione di tecnologie come Ajax e Flash che mettono pesantemente in discussione la possibilità di effettuare rilevamenti precisi sulle pagine visualizzate. Poiché, infatti, entrambe le tecnologie permettono di accedere a informazioni diverse senza uscire dalla stessa pagina, pare ovvio che in questo caso la rilevazione del numero di pagine viste non dia risultati significativi. Poniamo il caso, per esempio, di un progetto Web interamente realizzato in Flash dove l'utente può accedere a diverse decine di schermate di informazioni, senza che mai si esca dalla pagina che ospita l'animazione. I rilevamenti statistici, non diranno nulla di
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Figura 3 - Google Analytics è una piattaforma di analisi ed elaborazione delle informazioni più completa ed efficace
significativo in tal direzione, poiché indicheranno una sola pagina vista nonostante l'esperienza dell'utente sia stata potenzialmente molto ricca e complessa. Stesso discorso dicasi per i blog e i portali Web 2.0 che fanno largo uso di Ajax, con finestre dentro finestre e, più in generale, siti che sembrano potersi racchiudere in una sola pagina Web offrendo una serie di informazioni a richiesta del tutto analoghe a quelle ottenibili cliccando su numerose pagine (Figura 4).
Oltre a una crisi di tenore tecnologico, le Page Views sembrano aver segnato il passo già da tempo anche per via di un disallineamento con la filosofia che sta alla base dei nuovi progetti Web. La lezione "Della lunga coda" (The Long Tail) e di servizi come Hittail (www.hittail.com) così come il focus sulle comunità specifiche e ristrette di utenti che possono collaborare all'interno dei progetti Web 2.0 di nuova generazione, dovrebbero avere insegnato come ormai non si possa considerare il Web solo come un media tradizionale finalizzato alla raccolta di grandi masse di utenti, ma come uno strumento di precisione col quale colpire in maniera accurata e altamente efficace pochi utenti con esigenze specifiche. Se, quindi, le logiche dei grandi numeri mutuate da TV, Stampa e Radio possono funzionare per i grandi portali generalisti che puntano a rastrellare centinaia di migliaia di utenti dal profilo generico, il Web 2.0 si focalizza molto sulla qualità degli utenti e sulla specificità delle attività che vogliono svolgere. In questo senso, è ovvio che anche le strategie di Web marketing debbano focalizzarsi più che sui grandi numeri che generano un bassissimo tasso di conversione, su progetti che, a fronte di masse di utenti meno significative, hanno un elevato tasso di conversione. Per portare un esempio, una pubblicità di una macchina fotografica digitale collocata su un portale generalista, probabilmente raggiungerà un numero elevato di persone
Figura 4 - I sistemi di rilevamento degli accessi più efficaci presentano anche informazioni complementari quali il numero di visite e di utenti unici
che, tuttavia, non sono interessate al prodotto in questione. Altro discorso è quello di indirizzare la pubblicità di un servizio come Flickr (www.flickr.com) dove, spontaneamente, si raccolgono i fotoamatori più scaltri dell'era digitale. Questo modello di business basato sulla qualità degli accessi e non sulla quantità è quello che Google persegue ormai da anni con il servizio Ad- Sense (www.google.com/adsense) che, oltre a offrire informazioni pubblicitarie contestualizzate alle ricerche effettuate dall'utente, viene pagato non in base al numero di impressioni, ma a quello di clic generati. Anche quest'ultimo punto è fondamentale per stabilire se le Page Views siano o no un parametro significativo per il nostro progetto Web. Il numero di pagine viste, per quanto possa essere integrato da informazioni sui tempi di permanenza, dalle HIT e da altri elementi, non da indicazioni qualitative sul tipo di attenzione dedicato alle pagine stesse.