Fine dell'anno, anche nella rete si parla del 2009 e di cosa ci aspetta nell'industria hosting e servizi nel nuovo anno; la virtualizzazione, insieme al cloud computing, è stato uno dei temi caldi del 2008, per questo oggi vi riporto un articolo apparso di recente in rete a firma di Serguei Beloussov, Ceo di Parallels. Serguei fa sei previsioni nel settore della virtualizzazione per il 2009, alcune probabili, altre un po' forse condizionate dal suo ruolo, ma di sicuro interesse per capire come vedremo questa tecnologia in futuro. Ho scelto di prendere come "campione" le previsioni di Parallels perchè si tratta di un'azienda abbastanza "distaccata" dalle protagoniste, le sue visioni del mercato sono suddivise fra l'interesse per il settore hosting, per il settore del desktop e per la virtualizzazione baremetal, su cui la compagnia dovrebbe pronunciarsi a breve con nuovi rilasci.
Il cloud computing protagonista, con i suoi modelli
Secondo il CEO sarà il modello del cloud computing a condizionare fortemente l'approccio dei providers ai servizi, fondamentale sarà, dice, l'automazione di tutte le operazioni, da quelle di assistenza a quelle di pagamento e gestione delle risorse. Si tratta di un punto effettivamente essenziale per far si che le compagnie possano trarre buoni margini da questi servizi e ridurre al minimo gli interventi "umani". Da considerare però che è un tema molto caro a Parallels, la compagnia ha da sempre puntato alla automazione delle operazioni nei suoi prodotti ed è uno degli obiettivi che Serguei insegue da tempo, tanto da dedicare anche all'ultimo WebhostingDay un intero discorso.
VMware diverrà sempre più un sistema operativo
Una delle previsioni più interessanti e forse più "azzeccate": VMware si prepara al rilascio di ESX 4 nei prossimi mesi (probabilmente proprio al VMware Europe di Febbraio) e l'hypervisor si comporta sempre più come un hypervisor, per questo la previsione di Beloussov potrebbe davvero concretizzarsi. Si parla anche della realizzazione di maggiori set di API per interfacciarsi al sistema operativo, un aspetto che consente già oggi alla compagnia di avere una delle migliori gestioni delle risorse hardware e su cui VMware conta molto anche in prodotti di uso desktop come abbiam visto con VMware View 3. L'articolo dice che ciò danneggerà VMware ricordando ai clienti cosa significherà il passaggio a VMware, personalmente penso che sarà il contrario, i clienti di VMware sono particolarmente attenti solitamente a queste soluzioni di integrazione completa degli ambienti, per cui il fatto di vedere VMware come un OS alla base della loro infrastruttura non potrà che incoraggiare il passaggio alle sue soluzioni. E bisogna anche ricordare che il successo del software VMware ancora oggi è dovuto al numero di software e soluzioni che VMware ha costruito nel tempo intorno al proprio hypervisor, ampliandone le opportunità di utilizzo.
Citrix in cerca della propria strada
Probabile che Citrix rimanga solamente un software vendor e nulla più, ma la sua spinta verso Xen e l'adozione in prodotti come XenServer mi fa storcere il naso leggendo che la compagnia potrebbe considerare il passaggio a Hyper-V. Penso che significherebbe perdere molto del lavoro fatto fino ad ora, in favore di una piattaforma tutt'altro che aperta allo sviluppo da parte di terzi.
Hypervisor destinati ad abbracciare l'automazione dei processi
Beloussov torna a parlare di automazione e spiega come fino ad oggi la battaglia tra hypervisor sia stata basata sulle performance e le caratteristiche di base, ma sarà la possibilità di automatizzare gli ambienti virtuali il vero ostacolo per tutte le aziende del settore e in base al quale si sceglieranno i futuri software. Come già detto, è una tematica cara a Parallels e una visione, che, seppur giusta, è applicabile al settore della virtualizzazione destinato all'hosting, dove lavora appunta la compagnia, meno alle soluzioni come quella di VMware, dove automazione potrebbe voler dire tutto e niente, e dove le compagnie spesso usano il software internamente, per cui i processi automatizzati potrebbero essere anche sconvenienti.
Desktop Virtualization
Concordo perfettamente nel vederla come la prossima "rivoluzione" legata alla virtualizzazione, oggi ci sono software maturi che consentono di portare in ambienti virtuali centinaia di desktops, lasciando immutata l'esperienza dell'utente e aumentando la possibilità di gestione delle macchine nel backend.
Hyper-V si muove lentamente, ci vorrà tempo per la sua diffusione
Difficile da dire a pochi mesi dal lancio e soprattutto nel momento in cui Microsoft sta ancora sviluppando molti dei tools che circondano l'ambiente di base. Interessanti invece le critiche di Beloussov, vi è ancora l'idea che Hyper-V vada bene solamente per ambienti Windows, e che erediti i problemi di quest'ultimo, qui si trova il problema più grande per la sua diffusione, a tutto vantaggio di VMware e altri produttori, slegati da questi ragionamenti. Penso che Hyper-V inizierà veramente ad essere considerato un'alternativa con il rilascio della versione R2 di Windows Server 2008, con la quale si arricchirà di funzioni come la live migration, oggi assente e molti dei prodotti di gestione oggi appena rilasciati saranno stati maggiormente testati. Lo stesso per il settore hosting, l'adozione di Hyper-V per la realizzazione di VMs da vendere ai clienti dovrà attendere ancora qualche mese, Microsoft ha investito molto sul mercato dei providers, i risultati probabilmente arriveranno quando il prodotto sarà maggiormente conosciuto.
Se siete interessati a capire come la pensano invece in VMware qui c'è un articolo con le previsioni 2009 del CTO, riprenderò a breve alcuni di quei temi, la maggior parte non sono stati neanche citati da Beloussov.