Qualche giorno fa, il neopresidente degli Stati Uniti, Barak Obama, ha promosso un finanziamento di 19 miliardi di dollari per lo sviluppo di archivi elettronici coi dati dei pazienti. Insomma, un database con le cartelle cliniche. Chissà cosa starà pensando ora, che un professore universitario ha scoperto, quasi casualmente, decine di migliaia di file contenti dati clinici molto riservati. Ancor più terribile è sapere COME lo ha scoperto: in un circuito P2P. Parlo di dati quali esiti di esami clinici, test per l'AIDS, e via dicendo. Da una prima ricostruzione, qualche dipendente della sanità potrebbe aver copiato nel suo computer questi file, magari in una cartella solitamente usata anche dal programma di condivisione preferito. Da qui al disastro il passo è stato breve: i file presenti nella cartella sono stati considerati "condivisibili", e messi dunque a disposizione di chiunque li volesse scaricare. E così, i dati di circa 20000 pazienti, inclusi i riservatissimi codici sanitari, erano "on air" sul World Wide Web. Visto come siamo così vulnerabili a noi stessi?