Conformemente al proprio status di prima fotocamera Sony autenticamente professionale, la α900 è dotata di un sensore di formato pieno: 24 x 36 millimetri, quindi due volte e mezzo più grande rispetto alle reflex più economiche. Questo permette una maggiore sensibilità alla luce e anche un aumento della profondità di campo: potrete staccare otticamente il soggetto dallo sfondo in modo più netto. Con i suoi 24,39 megapixel (6.048 x 4.032) la fotocamera Sony batte tutti i record di risoluzione, superando persino la nuova Canon EOS 5D Mark II, che ha "solo" 21,1 megapixel. Le dimensioni del sensore corrispondono a quelle del fotogramma di una pellicola analogica. Non è perciò necessario ricalcolare la lunghezza focale degli obiettivi usando un fattore di correzione. Un ulteriore vantaggio: dato che la lastra del mirino ha le stesse dimensioni del sensore, ne risulta un'immagine chiara e luminosa.
La α900 è la prima fotocamera con un sensore di queste dimensioni ad adottare uno stabilizzatore meccanico. I piccoli movimenti compiuti durante lo scatto vengono compensati da movimenti in senso contrario del sensore imposti da un motore. Questo permette di evitare le foto mosse, indipendentemente dall'obiettivo adottato.
Nelle altre fotocamere professionali si può avere lo stabilizzatore solo adottando costosi obiettivi che lo includano. La semplicità dell'utilizzo permette di concentrarsi sulla fotografia. E si viene ricompensati con splendidi scatti. Già con un semplice obiettivo zoom si ottengono foto estremamente dettagliate anche in interni poco illuminati. Il luminoso obiettivo Sony SAL-50F14 usato per la prova (focale fissa 50 mm, apertura massima del diaframma 1.4) consente uno sfruttamento della luce ancora più efficiente. In laboratorio però non sono stati battuti dei record. Questo per due motivi: il grande sensore porta inevitabilmente a un calo relativamente elevato della luminosità sui bordi, che si può in parte compensare chiudendo il diaframma a livelli tra 5.6 e 11. Inoltre l'elettronica della fotocamera, a paragone della concorrenza, interviene solo in modo molto discreto sulle foto scattate. Questo permette di conservare alle foto un'impressione di naturalezza, ma non di ottenere una riproduzione ottimale dei dettagli. Per le foto della α900 serve molto spazio di memoria: una scheda da due gigabyte basta appena per 90 foto alla migliore qualità JPG, o per 50 in formato RAW. La Sony α900 si lascia afferrare bene e risponde ottimamente alle esigenze dei professionisti. Ciononostante è molto semplice da usare e ha una dotazione molto ricca che comprende uno stabilizzatore di immagine e un telecomando. La qualità degli scatti è sorprendente, particolarmente con soggetti scarsamente illuminati. Di segno opposto la sorpresa dovuta al prezzo: 2.900,00 euro. Le fotocamere concorrenti costano qualche centinaio di euro in meno.