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        <title>ePolitics</title>
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        <description>Culture politiche alla prova del digitale</description>
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            <title>Obama: Open for Questions</title>
            <description><![CDATA[<div class="entry">
					<p><object height="195" width="280">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/hjJm_Hzc6Yg&amp;hl=it&amp;fs=1" />
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<param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/hjJm_Hzc6Yg&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="195" width="280"></object></p>
<p>Su gentile concessione di Valentina Reda - Membro dell'Editorial Board di <a href="http://www.politicaonline.it/">Politicaoline</a><br /></p><p>Nel sessantacinquesimo giorno della sua Presidenza, Obama ha
stabilito il nuovo primato di avere attivato uno strumento di
consultazione delle opinioni del pubblico che riprende la formula dei <em>town meeting</em> - già mutuata da Ross Perot con gli <em>electronic town meeting</em>, ma interpretata ora in chiave governativa. L'iniziativa cui si fa riferimento è denominata <em>Open for Questions</em>
ed ha ricevuto il 26 marzo il varo ufficiale presso la Casa Bianca, a
testimonianza dell'impegno profuso nella costruzione di un cammino di
trasparenza e responsabilità dell'azione presidenziale nei confronti
dei cittadini americani tutti.<br />
L'incontro è stato seguito on-line da circa 67,000 utenti, <span id="more-584"></span>secondo
l'indicazione data dal portavoce della Casa Bianca Nick Shapiro, ed il
webcast è stato anche trasmesso da diversi canali via cavo. Prima
dell'evento, chiunque volesse porre una domanda al Presidente ha potuto
iscriversi sul sito della Casa Bianca nella sezione <em>Open for Questions</em>
perché le domande, raccolte in ordine di frequenza, fossero trasmesse
al Presidente. L'entità del riscontro che l'iniziativa ha avuto è
rintracciabile in alcuni numeri che Usa Today riporta come provenienti
direttamente dalla Casa Bianca: 92,931 persone si sono iscritte e
104,103 sono le domande effettivamente poste e 3,606,286 sono i voti
finalizzati a determinare le frequenze degli items sulla base delle
quali si sarebbe decisa la priorità delle domande poste al presidente e
quindi la probabilità che la domanda fosse effettivamente posta. La Cnn
riporta che il Presidente ha risposto a sette domande poste attraverso
il sito e ad altre poste dal pubblico presente nella East Room.<br />
L'assemblea cittadina rappresenta negli Stati Uniti uno strumento di
partecipazione alla decisione politica tanto evocativo quanto
storicamente rilevante nell'esperienza fondativa della nazione. La
pratica dei <em>town meeting</em>
è comunemente interpretata come un punto di incontro tra la democrazia
rappresentativa e la democrazia diretta, laddove dà ai cittadini la
possibilità di essere coinvolti sulle decisioni che riguardano, in
particolare, la gestione del territorio. Il modello fa riferimento a
realtà contenute, le città appunto, e si vuole concepita come uno
strumento decisionale vero e proprio. Di questo Obama ha mutuato
essenzialmente l'aspirazione. Rileggendo il testo della sua
introduzione al Town Hall è possibile individuare, a partire dalle
prime battute, le parole chiave che definiscono il senso stesso
dell'operazione messa in atto con l'Open for Questions. Prima di fare
riferimento alle questioni cruciali legate alla attuale contingenza
economica e politica - e, in particolare, alle iniziative in atto per
rispondere alla crisi economica - il Presidente introduce l'iniziativa
dicendo:</p>
<p>«<em>When I was running for President, I promised to open up the
White House to the American people. And this event, which is being
streamed live over the Internet, marks an important step towards
achieving that goal. And I'm looking forward to taking your questions
and hearing your thoughts and concerns -- because what matters to you
and your families, and what people here in Washington are focused on,
aren't always one and the same thing.   Here in Washington, politics
all too often is treated like a game. There's a lot of point scoring, a
lot of talk about who's up and who's down, a lot of time and energy
spent on whether the President is winning or losing on this particular
day or this particular hour. But this isn't about me. It's about you.
It's about the folks whose letters I read every single day. And for the
American people, what's going on is not a game. What matters to you is
how you're going to find a new job when nobody seems to be hiring or
how to pay medical bills after you get out of the hospital or how to
put your children through college when the money you'd put away for
their tuition is no longer there.   That's what matters to you. That's
what you expect your leaders to be focused on</em>».</p>
<p>Il punto è immediatamente chiaro. L'obiettivo prioritario è quello
di «aprire la Casa Bianca al popolo» perchè questo possa esprimere la
propria opinione e trasmettere al Presidente le priorità della nazione.
La ragione che c'è dietro questo è una presa di coscienza
dell'abitudine consolidata a Washinghton di «trattare la politica come
un gioco», determinando in questo modo uno scollamento tra i
rappresentanti e coloro i cui interessi sono chiamati a rappresentare.
La modalità attraverso cui tale apertura è portata avanti è la
partecipazione e non già l'interrogazione del pubblico attraverso
sondaggi, che sono, per giunta, spesso orientati a rilevare
essenzialmente se «il Presidente sta vincendo o perdendo in quel
particolare giorno o a quella particolare ora». E tutto ciò perchè il
Presidente - dice Obama - sa che ciò che conta per la nazione in questa
fase è di avere delle risposte chiare e concrete in merito alla crisi,
tanto come perseguimento di una rinascita economica che come soluzioni
immediate da presentare a questioni contingenti che riguardano la vita
di milioni di Americani.<br />
Il messaggio di Obama costituisce una indicazione chiara alla nazione:
il Presidente c'è e non intende delegare la propria responsabilità. Ciò
che ritiene necessario non è che la cittadinanza sia chiamata a
decidere in merito a temi che sono al di là della sua competenza ma che
questa sia resa consapevole ed informata di quanto la Presidenza decide
di portare avanti. Non è questo un momento in cui il governo possa
indulgere in trovate elettorali né a forme più o meno forti di <em>followership</em>, ed è proprio la necessità di rinsaldare la <em>leadership</em>
e condurre il paese verso una nuova fase a riscrivere il modo di
equilibrarsi della centralizzazione e della partecipazione popolare.
Ancora una volta, nel sistema dei <em>checks and balances</em> il
popolo riveste un ruolo che non si sovrappone a quelli del governo ma
che ne costituisce l'argine e prende la forma di un contro-potere, le
cui caratteristiche non si possono frettolosamente liquidare orientando
la lettura alla dicotomia <em>leadership/followership</em> che, se accertata, semplificherebbe di molto la vita dell'analista.</p>
				</div> ]]></description>
            <link>http://www.techblogs.it/epolitics/2009/04/obama-open-for-questions.html</link>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Obama</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Town Meeting</category>
            
            <pubDate>Fri, 03 Apr 2009 11:32:47 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Osservatorio sulle campagne elettorali 2009</title>
            <description><![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.techblogs.it/epolitics/bg-header.jpg"><img alt="bg-header.jpg" src="http://www.techblogs.it/epolitics/assets_c/2009/03/bg-header-thumb-280x39.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="39" width="280" /></a></span><br />Il 7 giugno 2009 andremo a votare. Le elezioni europee e amministrative
interesseranno oltre quattromila Comuni e 63 Province. Sarà anticipata
al sabato pomeriggio la mezza giornata che generalmente alle elezioni
c'è il lunedì mattina, questo perché non si può andare oltre il 7 a
livello europeo. Secondo il Ministro Maroni questa scelta si tradurrà
in un risparmio per le casse dello Stato di oltre 150 milioni di euro.
Di fatto però la prossima tornata elettorale non sarà un Election Day
puro. Il referendum sulla legge elettorale è infatti spostato di una
settimana, precisamente al 14 Giugno, per far si che il <em>quorum</em>
venga raggiunto senza essere inficiato dalla partecipazione elettorale
del 7 dello stesso mese ma, secondo la voce.info, sarà di quattrocento
milioni di euro (112 volte la somma dell`8 per mille distribuita nel
2008 alle organizzazioni di assistenza umanitaria) la spesa dovuta al
rifiuto di inserire il referendum elettorale tra le varie
consultazioni. Ci troveremo dunque a votare per ben tre settimane di
fila. Il 7-8 Giugno per le europee, le provinciali e le amministrative,
il 14 giugno per il referendum e il 21 giugno per gli eventuali
ballottaggi. <span id="more-581"></span><br />
La situazione dei partiti e tra i partiti appare ancora non ben
delineata. Il 27 Marzo sarà costituito formalmente il PDL, ad oggi solo
una forza governativa con un unico gruppo parlamentare e senza statuto.
La Lega osserva e continua a fare il bello ed il cattivo tempo.
Dall'altra parte anche il PD, dopo le dimissioni da segretario di
Walter Veltroni e la nomina (senza primarie) di Franceschini, ha le sue
gatte da pelare e da corteggiare. L'UDC apre alla nuova segreteria
cattocomunista mentre l'Italia dei Valori, partito in forte ascesa nei
sondaggi, pare voler tentare la carta del "noi corriamo da soli". Sarà
un bene anche osservare la formazione dei nanetti, tutti insieme
appassionatamente contro lo sbarramento del 4%.<br />
La prossima tornata elettorale assume i connotati di un'elezione a più dimensioni e l'<em>Editorial Board</em> di <a href="http://www.politicaonline.it/">Politicaonline</a> ha quindi deciso di raccontarla attraverso la costituzione di un Osservatorio.<br />
<strong>Election Day(S) </strong>seguirà da vicino lo sviluppo delle
campagne elettorali attraverso articoli, post e segnalazioni e - come
nella migliore delle tradizioni di Politicaonline - non esiteremo a
proporre analisi, letture ed interpretazioni dei "giochi" politici e
comunicazionali che caratterizzeranno le elezioni che si terranno nel
prossimo mese di giugno <div><br /></div>]]></description>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Campagna Elettorale</category>
            
            <pubDate>Mon, 16 Mar 2009 15:08:53 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Federica: le frontiere del Web learning</title>
            <description><![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Federica.gif" src="http://www.techblogs.it/epolitics/Federica.gif" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="120" width="120" /></span><p>Venerdì 13 marzo alle ore 20.30 presso il Centro Congressi
dell'Università Federico II, in via Partenope 36, Renato Mannheimer,
Presidente dell'Ispo - Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione -
discuterà di "Federica: le frontiere del Web learning". L'evento -
previsto nell'ambito del ciclo di incontri di "Come alla Corte di
Federico II, ovvero parlando e riparlando di scienza" - sarà
l'occasione per presentare <strong><a href="http://www.federica.unina.it/">Federica</a></strong>, il portale di Web learning dell'Ateneo Federico II, ad accesso libero e gratuito per tutti gli utenti della Rete.</p>
<p>L'incontro-dibattito sarà introdotto da Giuseppe Marrucci,
Presidente del CSI, Centro di Ateneo per i Servizi Informativi e da
Mauro Calise, Responsabile Scientifico del progetto Federica e
presidente SISP, Società Italiana di Scienza Politica. Modera il
Rettore dell'Ateneo Guido Trombetti.<br />
Federica offre oltre 100 corsi di tutte le Facoltà dell'Ateneo in
modalità open access e con una straordinaria ricchezza di contenuti:
sintesi delle lezioni, materiali per l'approfondimento, link a fonti
scientifiche selezionate dai docenti, immagini e video. </p>
<p>"La nostra mission di Università pubblica - spiega il Rettore Guido
Trombetti - ci ha guidati nel rimuovere qualsiasi password e
limitazione all'acceso al sapere. Tutti possono accedere liberamente ai
contenuti didattici e scientifici di Federica per studiare, per
approfondire le proprie conoscenze o temi di interesse professionale.<br />
L'offerta didattica di Federica è integrata da altri tre ambienti di apprendimento:</p>
<p>-	PodStudio: i corsi in formato podcast, fruibili attraverso lettori multimediali di ultima generazione<br />
-	Living Library: 600 siti Web selezionati tra le più accreditate fonti di conoscenza da un'equipe di esperti multidisciplinare<br />
-	Federica 3D: la ricostruzione virtuale dell'Ateneo con tutte le Facoltà riunite in un'unica piazza.</p> <div><br /></div>]]></description>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Federica</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Web-learning</category>
            
            <pubDate>Thu, 12 Mar 2009 10:54:35 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Second Life e relazioni sociali</title>
            <description><![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="SL.jpg" src="http://www.techblogs.it/epolitics/SL.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="132" width="83" /></span>Giovedì, 12 Marzo, presso la libreria/emporio "Un Sorriso Integrale", sito in vico S. Pietro a Maiella, 6 (Piazza Bellini), Napoli, alle ore 17: 30, sarà presentato il volume di Simona Vitale, "Second Life e relazioni Sociali" edito dalla Ipermedium libri.<br />Alla presentazione interverranno oltre all'autore, Tommaso Ederoclite, dottore di ricerca in Sociologia e Ricerca Sociale dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, Mario Pireddu, assegnista di ricerca in Nuovi Media e Formazione presso l'Università degli Studi, Roma Tre.<br />Modera l'evento il prof. Gianfranco Pecchinenda, preside della Facoltà di Sociologia dell'Università degli Studi di Napoli Federico II.<br /><br />Modera l'evento il prof. Gianfranco Pecchinenda, preside della Facoltà di Sociologia dell'Università degli Studi di Napoli Federico II.<br />Negli ultimi due anni la stampa ha scritto molto su Second Life, un po' meno se ne è parlato sui libri, soprattutto in Italia. Questo testo non si propone di colmare tale vuoto, ma di contribuire ad accorciare le distanze tra l'immagine "ideale" di Second Life, fornita dalla stampa ed entrata nell'immaginario collettivo - nonché nel chiacchiericcio quotidiano - e l'immagine "reale" della piattaforma della Linden Lab, così come appare agli occhi dei residenti.<br />Il testo inoltre presenta una ricerca quantitativa sulle relazioni sociali allacciate da un gruppo di italiani in SL al fine di dimostrare come il bene relazionale sia il vero benefit di questo mondo e di come il capitale sociale rappresenti a tutt'oggi l'attrattiva principale per utenti ed amministratori, dentro e fuori lo schermo.<br />Simona Vitale è giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Sociologia e Ricerca Sociale. Ha insegnato a Viterbo presso l'Università degli Studi della Tuscia, e a Napoli presso l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e l'Università degli Studi Federico II.<br />Si interessa di temi legati alla Sociologia delle Comunicazioni ed in particolare ai Nuovi Media.<br /> ]]></description>
            <link>http://www.techblogs.it/epolitics/2009/03/second-life-e-relazioni-social.html</link>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Relazioni Sociali</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Second Life</category>
            
            <pubDate>Wed, 11 Mar 2009 17:16:16 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Knowledge working: incontro a Roma</title>
            <description><![CDATA[<p>L'11 Febbraio presso il <strong>CNEL - V.le David Lubin, 2 - Sala del Parlamentino</strong>, <strong>Roma</strong> si terrà un incontro che prende spunto dalla presentazione del volume "Knowledge
working Lavoro, lavoratori, società della conoscenza" a cura di
Federico Butera e Sebastiano Bagnara. Il volume riporta i risultati di
una recente ricerca condotta in Francia, Germania, Italia, Regno Unito
e Stati Uniti sulla identificazione, la gestione e lo sviluppo del
lavoro e dei lavoratori della conoscenza.<br />La giornata sarà
l'occasione per cercare di mettere a fuoco le grandi opportunità e le
serie criticità connesse con l'emersione di questo insieme di figure
professionali.</p>

<p><strong>Programma&nbsp;</strong></p>
<p>Ore 10.30 registrazione dei partecipanti</p>
<p>Ore 11.00 saluto di benvenuto<br /><strong>Giuseppe Acocella</strong>, Vice Presidente CNEL<br /><br />Introduce:<br /><strong>Enrico Menduni</strong>, ISIMM - Università Roma Tre<br /><br />Tavola Rotonda<br />"<strong>Il lavoro della conoscenza: una condizione per lo sviluppo?</strong>"<br /><br />Modera:<br /><strong>Enrico Manca</strong>, Fondazione Ugo Bordoni<br />Partecipano:<br /><strong>Luigi Berlinguer</strong>, Gruppo di lavoro interministeriale per lo sviluppo<br />della cultura scientifica e tecnologica<br /><strong>Giuliano Cazzola</strong>, Commissione Lavoro Camera dei Deputati<br /><strong>Alberto Meomartini</strong>, Confindustria<br /><strong>Tiziano Treu</strong>, Commissione Lavoro Senato della Repubblica</p>
<p><br />Intervento conclusivo:<br /><strong>Maurizio Sacconi</strong>, Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali</p> ]]></description>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Convegno</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Segnalazione</category>
            
            <pubDate>Mon, 09 Feb 2009 16:31:11 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Un presidente 2.0? andiamoci piano</title>
            <description><![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.techblogs.it/epolitics/images.jpg"><img alt="images.jpg" src="http://www.techblogs.it/epolitics/images-thumb-104x139.jpg" class="mt-image-none" style="" height="139" width="104" /></a></span>Il dibattito è partito da mesi, corre in rete, rimbalza sui giornali e negli ultimi giorni ha raggiunto il picco massimo. Tempo fa e prima di molti altri ne avevamo parlato su <a href="http://www.techblogs.it/epolitics/2008/02/obama-in-rete-ha-gia-vinto.html">questo blog</a>. <br />Il neo presidente americano Barack Obama oltre ad essere il primo presidente nero è, a parere di non poche persone, anche il primo presidente ad aver capito ed usato la rete per fini elettorali ed organizzativi. Ma non tutti sono d'accordo.<br />E in effetti di cose da dire ve ne sarebbero tante, basta pensare solo ai soldi spesi per il megaspot televisivo che sono pari (o quasi) a quelli raccolti con la potente macchina organizzativa innescatasi nella rete sin da prima che le primarie cominciassero a carburare.<br />Ad oggi fa sorridere tanto clamore intorno al <a href="http://vitadigitale.corriere.it/2009/01/obama_presidente_20.html">Presidente 2.0,</a> pare già dimenticata la bellissima e non proprio fallimentare esperienza di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Howard_Dean">Howard Dean</a> e alla recente esperienza del blog di <a href="http://www.segoleneroyal2007.net/">Ségolène Royal</a>.<br />Il fatto che il presidente Barack Obama sia presente sul latinissimo <a href="http://www.migente.com/barack_Obama/">MiGente</a>, o il portale della comunità afro-americana <a href="http://www.blackplanet.com/barack_Obama/">BlackPlanet</a>, o quello asiatico <a href="http://www.asianave.com/barack_Obama/">AsianAve</a>, o che spopoli su <a href="http://www.techblogs.it/mt/mt-static/html/it-it.facebook.com">Facebook</a> a <a href="http://www.youtube.com/">Youtube</a> non deve esagitare<br />Un fenomeno tecnologico, dovuto alla profilerazioni di innovazioni e alla crescente complessità degli strumenti, mischiato alla più generale voglia di cambiamento diventa così un momento per dare etichette a sproposito. <br />O come dice <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/01/20/al-via-lera-di-obama-20#more-350">Bernardo Parrella</a>:<br /><br /><i>Il successo è dovuto a un sagace mix di metodi tradizionali e
innovazione, dall'uso accorto dei social media accanto al ricorso ai
tipici strumenti della comunicazione di massa quali giornali, Tv,
incontri sul territorio.</i><br /><br />Davanti alla&nbsp; versione che indica nella rete l'elemento in più che ha determinato la vittoria&nbsp; ci tocca dunque storcere il naso e andarci con i piedi di piombo. <br />Obama resterà nella storia come il primo presidente nero ma qualcuno gli tolga questa etichetta, per di più modaiola, del Presidente 2.0,<br /> ]]></description>
            <link>http://www.techblogs.it/epolitics/2009/01/un-presidente-20-andiamoci-pia.html</link>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Campagna Elettorale</category>
            
            <pubDate>Sat, 24 Jan 2009 16:18:22 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>L&apos;ignoranza informatica: il costo nella Pubblica Amministrazione Centrale</title>
            <description><![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.techblogs.it/epolitics/informatica.jpg"><img alt="informatica.jpg" src="http://www.techblogs.it/epolitics/informatica-thumb-270x306.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="306" width="270" /></a></span><p>Quanto ci costa l'informatizzazione della PA? Ci sono sprechi? E se si cosa si può fare per ridurli? <br /></p><p>Queste ed altre domande vengano poste nello studio "L'ignoranza informatica: il costo nella Pubblica Amministrazione
Centrale" che sarà presnetato il giorno 15 gennaio 2009 presso la Sala Conferenze del Polo
Multifunzionale della Ragioneria Generale dello Stato (Via Pastrengo,1
- 00187 Roma) AICA e SDA Bocconi.</p>
<p>Il convegno, promosso in collaborazione con FORUM PA, è patrocinato
da CNIPA e dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione.</p>
<p>Coordineranno i lavori: Carlo Mochi Sismondi, Direttore Generale di FORUM PA</p>
<p>Ad oggi hanno confermato la partecipazione:</p>
<ul><li>Pierfranco Camussone, Professore SDA-Bocconi</li><li>Massimo Civitelli, Direttore Sistemi Informativi Ministero degli Esteri</li><li>Marco Gentili, Responsabile metodologie qualità e innovazione organizzativa - CNIPA</li><li>Bruno Lamborghini, Presidente AICA</li><li>Giulio Occhini, Direttore generale AICA</li><li>Antonia Pasqua Recchia, Direttore Generale per l'organizzazione,
l'innovazione, la formazione, le qualificazioni professionali e le
relazioni sindacali - Ministero Beni e Attività Culturali</li><li>Fabio Pistella, Presidente CNIPA</li><li>Fulvia Sala, Responsabile Progetti e Ricerche AICA</li><li>Grazia Strano, Direttore Generale Ministero Lavoro, Salute e Politiche Sociali</li><li>Stefano Tomasini, Direttore Generale Affari Generali Ragioneria Generale dello Stato</li><li>Stefano Torda, Capo Dipartimento Innovazioni e Tecnologie   </li></ul>

        <div class="event-url">
      <span class="label">Maggiori informazioni su <a href="http://aicanet.net/eventicontestuali/subscribableevent.2008-12-03.7929537696">questo</a> sito.</span>
    </div> ]]></description>
            <link>http://www.techblogs.it/epolitics/2009/01/lignoranza-informatica-il-cost.html</link>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">e-democracy</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">e-goverment</category>
            
            <pubDate>Mon, 05 Jan 2009 13:02:21 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Nazi on the web: nessuna novità </title>
            <description><![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.techblogs.it/epolitics/censura-thumb-200x147.jpg"><img alt="Immagine di anteprima per censura.jpg" src="http://www.techblogs.it/epolitics/assets_c/2008/11/censura-thumb-200x147-thumb-200x147.jpg" class="mt-image-none" style="" height="147" width="200" /></a></span>Scoppia in Italia il caso del neo-nazismo virtuale. Un gruppo di
"musicisti" i cosidetti 99 Fosse (tra l'altro ancora visibili e
leggibili <a href="http://www.stormfront.org/forum/showthread.php?t=329686">online</a>)
è passato alle cronache fino a diventare oggetto di dibattito di una
intera plenaria parlamentare. Le dichiarazioni di sdegno si sono
succedute. Veltroni ha chiesto l'intervento del Ministero degli Interni
affinchè possa garantire la legalità anche su mezzi,
come Internet, capaci di diventare il modo per diffondere idee
bandite dalle leggi e dalla coscienza civile degli italiani. Su questo
punto, giustamente, gli fanno da eco tutti (o quasi) i parlamentari.<br />A
questo punto però la questione diventa più che delicata. Innanzitutto
permettetemi di sottolineare il personale stupore verso questa
faccenda. E' dall'alba della rete che un certo tipo di informazione
politica circola liberamente. Come afferma <a href="http://www2.scedu.unibo.it/roversi/">Roversi</a> in suo noto <a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-roversi_antonio/sku-12199826/l_odio_in_rete_siti_ultras_nazifascismo_online_jihad_elettronica_.htm">saggio</a>
la rete è piena zeppa di informazioni che inneggiano all'odio e alla
violenza razziale, basta fare un giro su un qualsiasi portale di
ricerca per <a href="http://www.nazi.org/">leggerne</a>, <a href="http://it.youtube.com/watch?v=Jmqvsr8yyJE">vederne</a> ed <a href="http://it.youtube.com/watch?v=Gu5mW-rZ5D4&amp;feature=related">ascoltarne</a> di tutti i colori, anzi di un solo colore, ovviamente il <a href="http://it.youtube.com/watch?v=-DkURhVKeoM&amp;feature=related">nero</a>. Indymedia già nel lontano 2002 fornì un <a href="http://italy.indymedia.org/news/2002/01/33773.php">archivio</a> piuttosto consistente.<br /><br />La palla ora passa ai giudici per quanto riguarda la questione dei 99 Fosse, ma nei <a href="http://www.ladestra.info/">siti</a>, nei <a href="http://titolando.wordpress.com/2008/11/19/99-fosse-per-i-giovani-di-destra/">blog</a> e nei <a href="http://www.censurati.it/index.php?q=node/1247">forum</a> si è scatenata la bagarre e il fenomeno più che restringersi sta dilagando. <br />La gatta da pelare è però piuttosto complessa. <br />In Italia esiste già&nbsp; una normativa circa l'apologia al nazismo e al fascimo, la "legge <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Scelba" title="Mario Scelba">Scelba</a>", che risale al 1952 e che all'art. 4 sancisce:<br /><br />"<em>fa <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Propaganda" title="Propaganda">propaganda</a> per la costituzione di una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Associazione" title="Associazione">associazione</a>, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità</em>" di riorganizzazione del disciolto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Nazionale_Fascista" title="Partito Nazionale Fascista">partito fascista</a>, oppure da chiunque "<em>pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche</em>"<br /><br />Ma
è l'unica normativa esistente che con la trasformazione della società
in senso tecnologico non è più applicabile per via di numerosi ragioni,
<i>in primis</i> l'impossiiblità di poter intercettare e censurare i
migliaia di siti, blog e quant'altro commettono reato di apologia al
fascimo e al nazismo.<br />Appare evidente quindi cominciare una seria
riflessione circa&nbsp; la circolazione di un certo tipo di informazione che
già di per sé è reato. Le proposte sono molteplici. C'è chi propone di
istituire un osservatorio parlamentare permanente che sorvegli la rete
su temi di rilevanza collettiva mentre chi - per abitudine politica -
fa di tutta l'erba un fascio e propone di limitare in generale la
libertà di far circolare le informazioni in rete. In breve, si procede
lungo un <i>contiuum</i> che va dalla censura al controllo.<br />E'
dunque aperto il dibattio, a noi non resta altro che contribuire alla
riflessione indicando possibili scenari e sdengarci chiedendoci
nuovamente ed ininterrottamente: "<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Se_questo_%C3%A8_un_uomo">Se questo è un uomo</a>"  ]]></description>
            <link>http://www.techblogs.it/epolitics/2008/11/nazi-on-the-web-nessuna-novita.html</link>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Censura</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Controllo</category>
            
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            <pubDate>Fri, 21 Nov 2008 14:07:40 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>OBAMACTO: non importa chi, ma cosa</title>
            <description><![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.techblogs.it/epolitics/obamacto2.jpg"><img alt="obamacto2.jpg" src="http://www.techblogs.it/epolitics/obamacto2-thumb-100x59.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="59" width="100" /></a></span>L'Obama-mania dilaga e la voglia di partecipare al "rinascimento americano" si fa sentire sopratutto in rete. Infatti, mentre diversi gruppi di pressione come l'EFF premono sull'agenda della prossima amministrazione su temi quali la <a href="http://www.techblogs.it/epolitics/2008/11/eff-indica-lagenda-alla-nuova.html">privacy</a>, la <a href="http://www.techblogs.it/epolitics/2008/11/eff-indica-lagenda-alla-nuova-1.html">proprietà intellettuale</a> e la <a href="http://www.techblogs.it/epolitics/2008/11/eff-indica-lagenda-alla-nuova-2.html">trasparenza</a>, in questi giorni è stato lanciato un nuovo sito <a href="http://obamacto.uservoice.com/">ObamaCTO.org</a> sul quale ci si interroga non su chi sarà il prossimo tecno-manager del CTO (Chief Tecnology Officer) bensì su cosa dovrà fare il CTO <br /><br />Ma vediamo meglio di cosa si tratta.<br /><br />Il sito è un foro di feedback da parte dei cittadini incentrato su una precisa domanda: Quali
dovrebbero essere le priorità del CTO nella nuova amministrazione?&nbsp; Il sito è costruito
su una <a href="http://www.uservoice.com/">uservoice</a>, che consente a chiunque di creare un account, postare le
proprie idee e commentare su qualsiasi idea. Matt Lerner, uno degli sviluppatori del sito, dice: "we're trying to use
software to enhance civic participation." Rafforzare la partecipazione civica è quindi alla base dell'idea. D fondo si suggerisce al CTO di portare i sforzi sulla
standardizzare della tecnologia politica per l'accesso del pubblico al governo e all'interno delle agenzie governative. La relazione chiede che il CTO lavori a stretto contatto con
l'attuale amministrazione su temi come l'e-Government&nbsp; e "sviluppare la tecnologie
coerenti con le strategie dei diversi governi federali, tra cui l'apertura del governo alla cittadinanza". Esso vuole essere anche una spinta
per la creazione di un governo trasparente, con il fine di sorvegliare
l'attuazione dei programmi dell'esecutivo attraverso una robusta
divulgazione delle informazioni.<br /><br />In particolare, Bernardo Parrella dal suo <a href="http://bernyblog.wordpress.com/">blog </a>fa notare che al momento&nbsp; in testa alla classifica delle <i>issues</i> proposte troviamo "Ensure the
Internet is widely accessible &amp; network neutral" (10469 voti),
seguito da "ensure our privacy and repeal the patriot act" (8134 voti)
e "Repeal the Digital Milennium Copyright Act (DMCA)" (6736 voti),
ciascuno con breve descrizione del compito suggerito e una ventina di
commenti a testa.<br />Non ci resta dunque che aspettare, osservare e - perchè no - fare proposte e vedere quanto OBAMACTO.ORG influirà realmente sull'agenda della nuova amministrazione in materia di ICTs.<br /><br />&nbsp;  ]]></description>
            <link>http://www.techblogs.it/epolitics/2008/11/obamacto-non-importa-chi-ma-co.html</link>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">CTO</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">ICTs</category>
            
            <pubDate>Wed, 19 Nov 2008 14:14:59 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>EFF indica l&apos;agenda alla nuova amministrazione: terza parte</title>
            <description><![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.techblogs.it/epolitics/trasparenza%5B1%5D.jpg"><img alt="trasparenza[1].jpg" src="http://www.techblogs.it/epolitics/trasparenza%5B1%5D-thumb-169x125.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="125" width="169" /></a></span>L'ultimo post di <a href="http://www.eff.org/about/staff/tim">Tim Jones</a> - per quanto riguarda l'agenda da seguire da parte dell'amministrazione Obama in materia di ICTs - si concentra sulla trasparenza. Gli ultimi otto anni hanno visto un
aumento dei segreti governativi e una graduale diminuzione delle responsabilità
del governo nord-americano. Questi fattori hanno portato a livelli record di sfiducia da parte dei cittadini nei confronti del governo. <br />La nuova leadership per iniziare dovrebbe dunque ricominciare a partire da tre punti fondamentali:<br /><br />1)&nbsp; E' notoriamente difficile o impossibile&nbsp; trovare e
gestire i dati sulla legislazione o sulla spesa pubblica. Tutti questi dati dovrebbero essere messi a
disposizione <i>online</i>, in formati
aperti, senza restrizioni di proprietà intellettuale sul loro uso, la
distribuzione o la proprietà.<br /><br />2) Modificare l'intera classificazione delle informazioni e riformare le
infrastrutture. Questo sistema è stato
ripetutamente abusato dalla Casa Bianca. Esso lascia troppa
discrezionalità nella gestione.<br /><br />3) Ridare forza al <i>Freedom of Information Act (FOIA)</i> incoraggiando le
agenzie governative per la produzione e la circolazione di dati e&nbsp; documenti, invece di nasconderli al pubblico e ai cittadini. Un buon inizio sarebbe quello
di ri-introdurre e passare al <a href="http://www.opencongress.org/bill/110-h541/show">Faster FOIA Act</a>.<br /><br />Con questo post Jones chiude quindi la proposta di agenda legislativa alla nuova amministrazione. <a href="http://www.techblogs.it/epolitics/2008/11/eff-indica-lagenda-alla-nuova.html">Privacy</a>, <a href="http://www.techblogs.it/epolitics/2008/11/eff-indica-lagenda-alla-nuova-1.html">copyright</a> e trasparenza i punti dai quali deve ricominciare Obama se vuole riparare parte dei danni dell'amministrazione uscente.<br />]]></description>
            <link>http://www.techblogs.it/epolitics/2008/11/eff-indica-lagenda-alla-nuova-2.html</link>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">EFF</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Trasparenza</category>
            
            <pubDate>Mon, 17 Nov 2008 13:49:54 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>EFF indica l&apos;agenda alla nuova amministrazione: seconda parte</title>
            <description><![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.techblogs.it/epolitics/news.007.copyright-copyleft-y-creativecommons.png"><img alt="news.007.copyright-copyleft-y-creativecommons.png" src="http://www.techblogs.it/epolitics/news.007.copyright-copyleft-y-creativecommons-thumb-160x160.png" width="160" height="160" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /></a></span>La seconda parte del post di <a href="http://www.eff.org/about/staff/tim">Tim Jones</a> è rivolta a temi quali l'innovazione, il <i><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fair_use">fair use </a></i>e la proprietà intellettuale. Secondo Jones negli Stati Uniti le leggi sulla proprietà intellettuale non riescono a
trovare il giusto equilibrio tra i diritti dei creatori, i titolari del
diritto d'autore e il pubblico. Le grandi imprese interessate a
massimizzare i loro investimenti nel campo della proprietà
intellettuale hanno calpestato i diritti sanciti dal "fair use". Ciò è stato particolarmente problematico data l'esplosione di
contenuti generata dall'utente attraverso siti come <a href="http://it.youtube.com/">YouTube</a>. Jones esorta dunque l'amministrazione Obama affinchè si adoperi
per riportare equilibrio nella legge. Ecco i suggerimenti della <a href="http://www.eff.org/">Electronic Frontier Foundation</a>: <br /><br />1) Riparazione
del <a href="http://www.eff.org/issues/dmca">Digital Millennium Copyright Act (DMCA)</a>. Eliminare quindi la capacità dei
titolari di <i>copyright</i> di danneggiare per legge le violazioni sul copyright. Bisogna esigere prove&nbsp; reali dei danni
prima di qualsiasi intervento sui diritti d'autore violati.&nbsp; <br /><br />2) Riforma del<a href="http://www.eff.org/issues/patents"> Patent and Trademark Office (PTO)</a>, sottolineandone il suo
ruolo di promuovere, anziché ostacolare, l'innovazione. Secondo Jones, troppo spesso i brevetti sono utilizzati
per tenere in ostaggio l'innovazione. Le procedure dell'ufficio brevetti
dovrebbero essere riviste snellendo le restrizioni. Contemporaneamente, le procedure di revisione dovrebbe essere
ampliate, in modo che i gruppi di interesse pubblico possano
continuare ad aumentare la loro partecipazione nel rilascio dei brevetti. <br /><br />3) Non
lasciare che l'industria dei contenuti utilizzi il governo per far
pressione sulle restrizioni in materia di circolazione delle risorse universitarie, sopratutto per quanto riguarda il peer-to-peer.<br />&nbsp;<br />4) Visualizzare con cautela prima di regolamentare l'utilizzo di tecnologie che
limitano la scelta dei consumatori o dei diritti dei consumatori. <br /><br />L'Eletronic Frontier Foundation attraverso Tim Jones conferma il suo interesse e le sue speranze circa la nuova amministrazione americana. Oltre alla <i>privacy</i>, pone dunque dei punti significativi anche in materia di proprietà intellettuale.<br />Nella terza ed ultima parte l'interesse è rivolto alla trasparenza, altro tema più volte calpestato dall'amministrazione uscente.<br />]]></description>
            <link>http://www.techblogs.it/epolitics/2008/11/eff-indica-lagenda-alla-nuova-1.html</link>
            <guid>http://www.techblogs.it/epolitics/2008/11/eff-indica-lagenda-alla-nuova-1.html</guid>
            
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Copyright</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Proprietà Intellettuale</category>
            
            <pubDate>Sat, 15 Nov 2008 14:42:38 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>EFF indica l&apos;agenda alla nuova amministrazione: prima parte</title>
            <description><![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="sq-eff-logo.png" src="http://www.techblogs.it/epolitics/sq-eff-logo.png" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="200" width="200" /></span>Si sa, l'<a href="http://www.eff.org/">Eletronic Frontier Foundation </a>è all'avanguardia per quanto riguarda i rivoli legislativi riguardanti la rete, sopratutto in materia di <i>copyright</i>, <i>privacy</i> e trasparenza. Una competenza che per tutto il mandato di George W. Bush è stata palesemente ignorata. <br />Così, con l'elezione di Barack Hussein Obama, attraverso la prestigiosa firma di <a href="http://www.eff.org/about/staff/tim">Tim Jones</a> prova ad indicare alla prossima amministrazione quali sono i punti da seguire se si vuole aggiornare il sistema legislativo e giudiziario americano e adeguarlo ai rivolgimenti tecnlogici e culturali.<br />Jones segnala quattro punti essenziali da seguire: <br /><br />1) Innanzitutto l'abrogazione o la riparazione degli emendamenti
della legge <a href="https://www.eff.org/press/archives/2008/07/09">FISA Amendments Act</a>. Ci sono un gran numero di difetti nel FISA,&nbsp; approvato l'ultima primavera dopo una lunga e difficile lotta.
La maggior parte riguardano le disposizioni circa la concessione di immunità
retroattiva alle aziende di telecomunicazioni. Tali disposizioni
dovrebbero essere abrogate in modo che i milioni di americani che sono
stati illegalmente sorvegliati possono far valere i propri diritti in
tribunale.<br />&nbsp;<br />2) La riforma dell'<i>Electronic Communications Privacy Act </i>(ECPA). Aggiornarla e indicare i limiti alla capacità del governo di sorvegliare i cittadini. In
particolare, la riservatezza dei dati personali non dovrebbe dipendere unicamente
da un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Internet_Service_Provider">ISP</a> che ha ha la facoltà di memorizzare i dati sia localmente che da remoto.<br />&nbsp;<br />&nbsp;3)&nbsp;
Riformare il&nbsp; <a href="http://www.eff.org/deeplinks/2008/04/state-secrets-privilege">State Secrets Privilege</a> che è stato uno strumento che ha permesso abusi da parte dell'amministrazione
Bush, in particolare quella di proteggere le sua attività di sorveglianza
elettronica dal sindacato giurisdizionale. La nuova amministrazione
dovrebbe ridurre volontariamente l'uso di tale privilegio, e di lavorare
con il Congresso per riformare e assicurare che le
indicazioni del segreto di Stato siano soggetti a controllo giudiziario
indipendente.<br />&nbsp;<br />&nbsp;4)&nbsp; Il <a href="http://www.eff.org/issues/real-id">REAL ID Act</a>, che obbliga gli
americani al trasporto di un carta d'identità nazionale, è stata
respinta da molti Stati degli Stati Uniti e dovrebbe essere abrogata
federalmente. La raccolta di dati da parte del governo, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Data_mining">data-mining
e </a>progetti come <a href="http://www.eff.org/issues/travel-screening">Automated Targeting System (ATS)</a>  devono essere ridotti o
eliminati. <br /><br />Questi i primi quattro dettati dall'EFF ai quali l'amministrazione Obama dovrebbe legiferare o, quantomeno, guardare con interesse.&nbsp; <br /><br /><br /> <div><br /></div>]]></description>
            <link>http://www.techblogs.it/epolitics/2008/11/eff-indica-lagenda-alla-nuova.html</link>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">EFF</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Privacy</category>
            
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            <pubDate>Thu, 13 Nov 2008 16:41:51 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Continua la persecuzione ai blogger</title>
            <description><![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.techblogs.it/epolitics/blogger.jpg"><img alt="blogger.jpg" src="http://www.techblogs.it/epolitics/blogger-thumb-133x138.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="138" width="133" /></a></span>In una malcelata indifferenza dei media generalisti procede la persecuzione legislativa verso i blogger. Voi tutti (o quasi) ricorderete il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disegno_di_legge_Levi-Prodi">DDL</a> votato in fretta e furia nel mese di Ottobre del 2007 dall'esecutivo Prodi, ebbene, è ancora in corso ma cambiato nella forma e nella sostanza, o quasi.<br />Infatti, come fa notare il giurista Daniele Minotti il DDl ha oggi un suo nuovo percorso. Il giurista/blogger dal suo <a href="http://www.minotti.net/2008/11/09/play-it-again-levi/">spazio</a> ironicamente sottolinea:<br /><br /><i>Fresco fresco di assegnazione alla Commissione Cultura (sebbene in sede referente), ora è disponibile anche il <a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0014370" target="_blank">testo</a> del nuovo ddl (C-1269), ma va sempre seguita la <a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=1269" target="_blank">scheda</a> per monitorare gli sviluppi. Questa volta Ricardo Franco Levi, orfano del suo Governo, fa tutto da solo.</i><br /><br />Dopo un'attenta analisi Minotti conclude sostenendo che dalla lettura del testo non è facile leggervi un tentativo malconcio di imbrigliare i blogger in una sottospecie di registro ma ad una analisi più attenta del testo è possibile leggerci un rimando alla prossima puntata o al prossimo decreto. Infatti Minotti conclude:<br /><br /><i>Se io, blogger, non ho un'organizzazione imprenditoriale (come succede
nella stragrande maggioranza dei casi), non sono tenuto all'iscrizione
al ROC (ai blog fa espresso riferimento anche la relazione).
Se&nbsp;l'iscrizione al ROC è sostitutiva della&nbsp;registrazione della testata
presso il Tribunale (che scomparirà?), allora posso dire di non essere
tenuto all'una e all'altra. Ma questa tesi stenta non poco a venir
fuori. Occorre un coordinamento di norme, viste anche nel loro insieme,
non immediato, non alla portata di tutti. E quando la legge non è
chiara, il pericolo è sempre dietro l'angolo.<br /><br /></i>Quindi, come affermava Silvio Orlando ne La scuola di Daniele Lucchetti "Prima lezione del seminario sull'attenzione...tenere sempre gli occhi aperti". <br /> <div><br /></div>]]></description>
            <link>http://www.techblogs.it/epolitics/2008/11/continua-la-persecuzione-ai-bl.html</link>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Blogger</category>
            
            <pubDate>Mon, 10 Nov 2008 16:22:32 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>E-democracy: se ne discute a Palermo</title>
            <description><![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.techblogs.it/epolitics/apre.jpg"><img alt="apre.jpg" src="http://www.techblogs.it/epolitics/apre-thumb-230x148.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="148" width="230" /></a></span><br /><br />Partecipare e deliberare attraverso le ICTs, questo il cruccio da ormai
oltre tre legislature. Avvicinare i cittadini alle istituzioni e
favorire il confronto orizzontale diventa però sempre di più un mito
discorsivo o un trastullo per intellettuali. Infatti, dopo gli oltre 9&nbsp; milioni di euro cofinanziati dal <a href="http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/">CNIPA</a> e le decine di altri micro progetti sparsi per tutto il territorio, di <i>best-practice</i> relative alla democrazia elettronica nemmeno l'ombra. Qualche <a href="http://sociale.parma.it/">eccellenza c'è</a>, ma sempre l'eccezione che conferma la regola.<br />L'idea di realizzare il pensiero toquevilliano pare però non abbandonare né gli intellettuali dediti allo studio delle politiche pubbliche per la promozione della cittadinanza elettronica né i lontani legislatori. <br />Ne discuteranno a Palermo <strong>il </strong>18 novembre 200<strong>8 </strong>presso l'Assessorato al Bilancio e Finanza - Sala Biblioteca sita in Via Notarbartolo, 17 dalle ore 9:00 alle 13:00.<br /><a href="http://portal.forumpa.it/page/46162/e-democracy-e-web-semantico-modalita-avanzate-per-ascoltare-i-cittadini-programma">Qui</a> troverete il programma per intero.<br /><div><br /></div>]]></description>
            <link>http://www.techblogs.it/epolitics/2008/11/edemocracy.html</link>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">cittadinanza elettronica</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">e-democracy</category>
            
            <pubDate>Thu, 06 Nov 2008 17:42:00 +0100</pubDate>
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            <title>Tra RedTv e Youdem</title>
            <description><![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="youdem_logo.gif" src="http://www.techblogs.it/epolitics/youdem_logo.gif" class="mt-image-none" style="" height="62" width="400" /></span><br /><br />Sbarcata in Italia due giorni fa la d'alemiana RedTv (890 su sky). Mai momento più propizio per partire. Barack Hussein Obama eletto presidente degli states diventa il tema principale, capace di coprire tutta la prima settimana di palinsesti. Ad aprire le trasmissioni Walter Veltroni, trovata mediatica per impoverire le polemiche intorno al supposto conflitto tra i due leader di partito.<br />E invece pare che che il conflitto vi sia, almeno sotto il profilo della comunciazione politica. Infatti, come è noto, qualche mese fa Veltroni, affrontando tutto lo scetticismo sulle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_TV">webtv</a>, ha lanciato la ormai famosa <a href="http://www.youdem.tv/"><i>Youdem</i></a>, che fa capo direttamente al leader della coalizione.<br />Una webtv che guarda al già consolidato meccanismo 2.0 (ormai pure sorpassato) e che, come tipicamemnte italiano, trasformato in un tacchino dove ognuno ci mette un po' quello che gli pare, dalla <a href="http://www.youdem.tv/VideoDetails.aspx?id_video=c4ac0844-c4c7-4021-938c-50d53d1b5215">nonnina che parla dei giovani d'oggi</a> fino alla gioia di un <a href="http://www.youdem.tv/VideoDetails.aspx?id_video=236402fa-889e-45d1-a444-181636ad9f52">ventenne nell'essere un democratico</a>. <br />Qundi, oltre al vetusto scontro D'Alema vs Veltroni, ora ci troviamo davanti anche quello tra l'uso e l'efficacia politica delle WebTv - ancora tutte da comprendere - e il meccanismo più consolidato delle reti politche satellitari.<br />Tempi diversi tra di due compagni rispetto a quando ci si scontrava a colpi di comizi e arriche sui pulpiti.<br />Non ci resta che fare un in bocca al lupo a RedTv e porci la fatidica domanda: <br />Ma se ne sentiva proprio il bisogno?<br /><br /><br /><div><br /></div>]]></description>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Web 2.0</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">WebTv</category>
            
            <pubDate>Thu, 06 Nov 2008 16:07:41 +0100</pubDate>
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