In una malcelata indifferenza dei media generalisti procede la persecuzione legislativa verso i blogger. Voi tutti (o quasi) ricorderete il DDL votato in fretta e furia nel mese di Ottobre del 2007 dall'esecutivo Prodi, ebbene, è ancora in corso ma cambiato nella forma e nella sostanza, o quasi. Infatti, come fa notare il giurista Daniele Minotti il DDl ha oggi un suo nuovo percorso. Il giurista/blogger dal suo spazio ironicamente sottolinea:
Fresco fresco di assegnazione alla Commissione Cultura (sebbene in sede referente), ora è disponibile anche il testo del nuovo ddl (C-1269), ma va sempre seguita la scheda per monitorare gli sviluppi. Questa volta Ricardo Franco Levi, orfano del suo Governo, fa tutto da solo.
Dopo un'attenta analisi Minotti conclude sostenendo che dalla lettura del testo non è facile leggervi un tentativo malconcio di imbrigliare i blogger in una sottospecie di registro ma ad una analisi più attenta del testo è possibile leggerci un rimando alla prossima puntata o al prossimo decreto. Infatti Minotti conclude:
Se io, blogger, non ho un'organizzazione imprenditoriale (come succede
nella stragrande maggioranza dei casi), non sono tenuto all'iscrizione
al ROC (ai blog fa espresso riferimento anche la relazione).
Se l'iscrizione al ROC è sostitutiva della registrazione della testata
presso il Tribunale (che scomparirà?), allora posso dire di non essere
tenuto all'una e all'altra. Ma questa tesi stenta non poco a venir
fuori. Occorre un coordinamento di norme, viste anche nel loro insieme,
non immediato, non alla portata di tutti. E quando la legge non è
chiara, il pericolo è sempre dietro l'angolo.
Quindi, come affermava Silvio Orlando ne La scuola di Daniele Lucchetti "Prima lezione del seminario sull'attenzione...tenere sempre gli occhi aperti".