Secondo alcune indiscrezioni che circolano in Rete Google e twitter sarebbero impegnati in trattative.
Pochi mesi fa twitter aveva rifiutato un'offerta di facebook che si sarebbe aggirata sul mezzo miliardo di dollari.
Evan Williams e Biz Stone, fondatori di twitter, hanno già venduto a Google nel 2003 la piattaforma Blogger. Inoltre Google ha acquisito nel 2007 un sito simile a twitter: jaiku.
La notizia delle trattative in corso fra Google e twitter è stata annunciata dal blog TechCrunch. Michael Arrington, citando diverse fonti anonime vicine alle due società, ha riportato indiscrezioni contrastanti. Secondo alcuni le trattative per l'acquisizione sarebbero già in fase avanzata e l'ammontare dell'operazione non sarebbe inferiore ai 250 milioni di dollari che Google potrebbe pagare in contanti (o in una combinazione di contanti e azioni). Secondo altri le trattative sarebbero invece solo a uno stadio iniziale e le due società starebbero anche considerando l'ipotesi di integrare dati provenienti da twitter in una sezione dedicata alla ricerca "in tempo reale" di Google. Secondo altre indiscrezioni, citate da Arrington in un secondo post, Google avrebbe interesse all'acquisizione... Leggi tutto
Nessun blog italiano è presente nella lista. Al primo posto della classifica si piazza Talking Points Memo del giornalista Josh Marshall, blog di informazione che ha anche vinto il premio per il giornalismo George Polk Award.
The Huffington Post che l'anno scorso occupava il primo posto in classifica, scende quest'anno alla seconda posizione. Fondato nel 2005 da Arianna Huffington, giornalista di origine greca idolo della sinistra americana, e da Kenneth Lerer The Huffington Post è un blog di informazione molto famoso, autorevole e influente dedicato a politica, entertainment, media e business.
Al terzo posto della classifica del TIME si trova Lifehacker che fornisce agli utenti guide, trucchi e consigli per aumentare la propria produttività e migliorare la propria vita.
Segue Metafilter, blog-community all'interno della quale ogni giorno gli utenti segnalano e condividono articoli, link e risorse utili e interessanti o semplicemente curiosi e divertenti.
Al quinto posto della classifica si trova il blog del giornalista Andrew Sullivan The Daily Dish seguito... Leggi tutto
Sul finire del 2008, anno in cui si è parlato tanto di morte dei blog e di ascesa dei social network, ComScore ha pubblicato dei dati sui trend dei siti dei social media durante l'anno. A sorpresa (per qualcuno) in testa c'era la piattaforma di blogging di Google, Blogger, con 222 milioni di visitatori unici. Al gradino sotto facebook. Se la blogosfera non si distrugge si trasforma: (forse) arrivano gli "Uber blog". Duncan Riley, fondatore di the Blog Herald ha scritto su THE INQUISITR che il 2009 sarà l'anno degli Uber blog. Di che cosa si tratta?
Riley scrive: «Un Uber blog è un blog che unisce diversi flussi di contenuti in un unico grande blog, con un url di primo livello e di primaria importanza. The Huffington Post è un esempio che ho usato in passato. La miscela di contenuto può essere in campi correlati o no; per esempio puoi miscelare discipline tecnologiche in un unico blog tecnologico». Tra gli esempi di Riley ci sono ReadWriteWeb e Valleywag finito anche dentro Gawker.
Dobbiamo aspettarci anche in Italia... Leggi tutto
Michael Arrington, patron di TechCrunch (uno dei blog sull'ICT più importanti) ha aperto una discussione su un tema caldo: gli embargo sulla pubblicazione delle informazioni sui blog. Nel gergo giornalistico l'embargo è la data (e il collegato divieto) prima della quale non si possono pubblicare informazioni che sono state fornite, ad esempio con un comunicato stampa. La ragione dell'embargo è la ricerca della simultaneità nella pubblicazione di una notizia e la massimizzazione della "forza d'urto" con cui questa arriva al pubblico. In tempi di Internet e blog le notizie spesso sfuggono di mano e molte volte i blog hanno pubblicato in anticipo, violando l'embargo.
Arrington ha dichiarato in un post forse destinato a essere ricordato che il suo blog violerà da ora in poi sistematicamente ogni embargo. Il motivo sarebbe che altri pubblicano comunque prima, con benefici di posizionamento sui motori di ricerca generalisti e specializzati. C'è un'eccezione però: se avranno l'esclusiva non violeranno l'embargo.
Il problema esiste: in una occasione anch'io ho violato un embargo quando mi sono accorto che ormai i buoi erano usciti dal recinto e la notizia circolava libera. Non mi è sembrato... Leggi tutto
Dopo una lunga fase di revisione che ha coinvolto aspetti di programmazione e di usabilità è stata rilasciata la versione 2.7 di WordPress, CMS per la gestione di blog molto utilizzato. Le novità sono tante.
La versione era stata installata qualche giorno fa su wordpress.com ed è ora anche stand-alone. Le "major release" di WordPress hanno nomi di musicisti e questa è stata dedicata a John Coltrane, storico sassofonista degli anni '60 del secolo scorso.
Nella nuova versione c'è un pannello di amministrazione completamente ridisegnato che permette una personalizzazione veloce con drag and drop degli elementi per portarne in evidenza alcuni. È possibile anche postare velocemente con la modalità QuickPress. I commenti possono essere organizzati per thread e paginati e si può rispondere già dal pannello di amministrazione. Si è cercato di rendere la vita più semplice anche per la gestione dei moduli aggiuntivi, i plugin, con la possibilità di installarli con un click da wordpress.org. L'aggiornamento alle versioni successive sarà effettuato con un solo click.
In definitiva è il secondo aggiornamento importante che arriva nel corso del 2008 e che rende WordPress ancora una volta il punto di riferimento per le piattaforme per bloggare.
TypePad, sull'ondata di simili interventi generalizzati negli Stati Uniti in tempi di crisi, ha lanciato un bailout program (programma di sovvenzioni) informale per i giornalisti.
Il programma ha il fine di «aiutare i giornalisti indipendenti a diventare più imprenditoriali» e di fornire gli strumenti per avere successo col proprio blog.
Per iscriversi basta inviare un'e-mail con un link a un lavoro recente e compilare un questionario. Chissà se i giornalisti coglieranno la palla al balzo...le indiscrezioni parlano già di centinaia di adesioni in tutto il mondo (anche se il programma è inizialmente concentrato sui blogger in inglese dell'America del Nord).
La notizia gira di blog in blog da qualche giorno: facebook avrebbe offerto azioni per 500 milioni di dollari a twitter per acquisire tutto. La risposta è ancora più incredibile: twitter ha detto di no!
Twitter è un servizio pensato per amici, familiari e collaboratori per comunicare e rimanere in contatto attraverso lo scambio di veloci e frequenti risposte (140 caratteri) a una semplice domanda: che cosa stai facendo? È stato nel 2006 il capostipite di una serie di servizi di servizi poi accomunati sotto la denominazione microblogging e viene evidentemente considerato strategico. I fondatori sono Jack Dorsey, Biz Stone and Evan Williams. Hanno ricevuto parecchi milioni di dollari da finanziamenti e ne hanno guadagnati davvero zero! Il modello di business non è noto. Per molti mesi il servizio è stato instabile. Persino Obama ha un suo twitter.
Facebook ha inserito nella nuova interfaccia status update molto vicini all'idea alla base di twitter, così come tanti altri servizi. Il suo interesse non è casuale, evidentemente è un servizio strategico.
Tuttavia, le somme in gioco appaiono spropositate e non ancorate a parametri ragionevoli per valutare un sito/servizio. Vi ricorda qualcosa?
Il deputato del PdLRoberto Cassinelli riapre la questione sulla definizione di siti web e blog come prodotti editoriali con una sua proposta di legge che definisce "salva blog". Cassinelli vuole intervenire sulla legge 62 del 2001, considerata troppo generica e che mischia insieme stampa tradizionale e siti web, lasciando dei dubbi sull'estensione di alcuni obblighi anche ai blog (ma di fatto non applicata in tal senso).
La sua proposta mira alla disambiguità e a prevedere obblighi specifici soltanto per i prodotti editoriali cartacei oppure per i "giornali online", ovvero «quei siti internet simili, se non identici, alla stampa tradizionale, con una redazione giornalistica regolarmente stipendiata e con la vendita di spazi pubblicitari al proprio interno».
Pur trattandosi di una proposta di legge sono stati sollevati alcuni dubbi in relazione a un passaggio in cui si parla di obblighi per chi "trae profitto" dal sito.
Restando in attesa di chiarimenti e di una stesura definitiva non si può non registrare una visione più liberale di Internet e dei blog rispetto alla famigerata proposta Levi.
AGGIORNAMENTO n.1: Cassinelli ha deciso di aprire la... Leggi tutto